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Viterbo - In azione all'ora di pranzo nei pressi di un ristorante giapponese - Parte offesa uno dei dipendenti - Colpo da 350 euro in monete e altri 300 euro in vari tagli

Topo d’auto con la passione del “sushi”, scappa con una sacchettata di spicci

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Viterbo – (sil.co.) – È un incensurato italiano di 36 anni residente in una frazione del capoluogo il topo d’auto finito agli arresti domiciliari giovedì pomeriggio. I poliziotti della squadra mobile della questura di via Romiti gli hanno notificato la misura di custodia cautelare firmata dal gip Rita Cialoni del tribunale di Viterbo, su richiesta del pubblico ministero che ha coordinato le indagini.

Il furto è stato messo a segno a Viterbo lo scorso 19 gennaio, un giovedì, all’ora di pranzo, nei pressi di un ristorante specializzato in sushi.

Le indagini lampo, grazie a un impianto tecnologico altamente sofisticato di cui era dotata la vettura presa di mira, hanno portato all’identificazione di S.V. quale uno degli autori del furto aggravato in concorso (con un complice rimasto per ora ignoto) di contanti per circa 800 euro, 530 dei quali in soldi spicci, spaccando il finestrino di una vettura Mini Country Man in sosta nei pressi di un ristorante giapponese ai danni di uno dei dipendenti del locale.


Viterbo - Furto in auto

Viterbo – Furto in auto


Il furto è stato commesso in pieno giorno, attorno alle 14.

A incastrare il 36enne sono stati i filmati delle telecamere di un impianto di videoregistrazione interno ed esterno a una delle auto colpite, che lo avrebbero ripreso mentre – dopo essere sceso da una Bmw di colore blu scuro con targa contraffatta, a bordo della quale avrebbe effettuato poco prima a volto scoperto un sopralluogo mentre alla guida c’era un presunto complice – si avvicinava indossando un cappellino da baseball blu scuro alla macchina in sosta presa di mira, della quale ha spaccato il finestrino con un punteruolo, una punta di trapano, afferrando quanto riposto all’interno dell’abitacolo.

Il presunto ladro, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, si sarebbe appropriato di un sacchetto di plastica contenente 530 euro in monete di vari tagli presi in banca dalla vittima la mattina stessa del furto e di uno zaino Armani Jeans all’interno del quale erano custoditi documenti, assegni, carte di credito e la ulteriore somma di 300 euro.

Nell’abitazione dell’indagato sono stati rinvenuti una tuta Adidas nera con tre strisce laterali di colore bianco, come quella indossata dal furfante, nonché quattro rotoli di plastica contenenti 40 monete, ciascuna da 20 centesimi, riconosciute come sue dalla parte offesa. 


 Spacca il finestrino di un’auto in sosta e ruba una borsa con 800 euro


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 febbraio, 2023

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