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“Massacrato dal branco a Pasquetta, aggressori ripresi in volto dalle telecamere”

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Fabrica di Roma – (sil.co.) – Trentenne pestato a sangue e rapinato dal branco il giorno di Pasquetta, nessun dubbio sull’identità dei sei autori della feroce aggressione.

Sono stati riconosciuti nell’immediatezza dalla vittima e poi dagli stessi carabinieri che hanno visionato le telecamere della videosorveglianza del paese, estrapolandone i frame in cui sono ripresi in primo piano di faccia e inserendoli in un fascicolo fotografico finito agli atti del processo ripreso il 2 marzo davanti al giudice Ilaria Inghilleri.


Carabinieri - foto di repertorio

Carabinieri – foto di repertorio


Testimone uno dei militari che si sono occupati delle indagini sfociate nell’identificazione di quattro giovani di Fabrica di Roma, tutti con precedenti di polizia, e di due fratelli di Varese, uno dei quali minorenne mentre l’altro gravato anche lui da molti precedenti. I cinque maggiorenni sono finiti a processo per lesioni aggravate davanti al tribunale di Viterbo.

Il massacro in pieno giorno e in pieno centro, verso le 16 del 5 aprile 2021, quando tutta Italia era chiusa in casa per la zona rossa. Prognosi provvisoria, trenta giorni. Per due pacchetti di sigarette e dieci euro. 

Lo scorso 17 novembre il processo è entrato nel vivo con la testimonianza della vittima. Il trentenne ha ricostruito come quel giorno avesse festeggiato a casa coi familiari la ricorrenza, per poi recarsi al distributore automatico vicino al duomo a comprare le sigarette.

“Non c’era nessuno in giro, per via del divieto per la zona rossa. Mentre ero intento al distributore, uno mi ha dato un pugno in piena faccia che mi ha spezzato il naso, poi mi hanno scaraventato a terra e preso a pugni e calci”, ha spiegato il trentenne, portato al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana in ambulanza e ricoverato il giorno successivo all’ospedale di Belcolle, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico per la riduzione della frattura.


Viterbo - Ospedale di Belcolle - La polizia al pronto soccorso - Immagine di repertorio

Viterbo – Ospedale di Belcolle – La polizia al pronto soccorso – Immagine di repertorio


“Sono scappati via quando mi è squillato il cellulare, ma quello che mi ha sferrato per primo il pugno in faccia è tornato indietro, mi ha tirato per i capelli, e mi ha detto come si chiamava, dicendo espressamente ‘ricordati questo nome’, aggiungendo nome e cognome”.

La vittima ha quindi effettuato senza tentennamenti il riconoscimento fotografico degli aggressori in aula. 

Immediate furono le indagini da parte dei carabinieri che, nel giro di pochi giorni, grazie al filmato delle telecamere della videosorveglianza, sono risaliti agli autori del gesto.

“Sono stato colto di sorpresa mentre ero intento a ritirare le sigarette dal distributore. Sono stato improvvisamente accerchiato da una decina di persone, forse ubriachi o comunque giovani in stato di alterazione”, ha proseguito, raccontando al giudice Massini la drammatica esperienza. 

Il trentenne, sentito nell’immediatezza dei fatti dal personale del posto di polizia dell’ospedale, ha poi sporto denuncia per lesioni.


Articoli: Trentenne pestato a sangue e rapinato dal branco il giorno di Pasquetta… –  estato e rapinato a Pasquetta, identificato il “branco” – 29enne pestato a sangue da dieci sconosciuti per due pacchetti di sigarette…


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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