La chiesa della Crocetta
Viterbo – Qui dove santa Rosa è cresciuta e ha pregato. Santa Maria del Poggio, la piccola, splendida chiesa in piazza della Crocetta a Viterbo, lungo via Mazzini, la strada che da porta della Verità arriva fino alla basilica della patrona a ridosso di piazza del teatro, quello dell’Unione.
Quartiere popolare, come popolare fu la santa. Con le vie strette ai lati che scendono verso Corso Italia, versanti collinari che va giù dritti dove una volta, in via Marconi, c’era il fiume, l’Urcionio, tombato negli anni trenta dal fascismo sostituendolo case e acqua con boulevard e palazzi ispirati al razionalismo d’inizio Novecento.
Chiesa antichissima, le origini risalirebbero al 1076, dove santa Rosa trovò la sua prima sepoltura. Immagini, quelle che seguono, quasi inedite, si fa per dire, perché la chiesa è poco frequentata e poco di essa ormai si conosce. Se non grazie ad alcuni volontari del quartiere che la tengono aperta, pulendo di volta in volta anche la fontana medievale della piazza in cima alla quale è ricordato il miracolo della brocca fatto dalla santa. Immagini che raccontano non solo gli spazi dell’edificio di culto, ma anche il piccolo giardino che sta all’esterno, chiuso al pubblico. Luogo di pace battuto dal sole.
Viterbo – La chiesa della Crocetta
“Della piccola chiesa di Santa Maria del Poggio – sta scritto sul cartello turistico di lato alla piazza che la ospita – si hanno notizie fin dal 1076, come riportato da taluni documenti che in quella data indicano la presenza di una chiesa in Vico de Poju, in una zona che all’epoca era un povero villaggio di contadini. Ulteriori informazioni sul tempio si estrapolano da carte d’archivio inerenti al XII ed al XIII secolo, che nel 1236 l’attestano elevato a parrocchia e lo elencano fra le chiese minori insieme a quella di San Marco”.
“La notorietà della chiesa – prosegue il cartello – pur modesta nelle dimensioni e nelle scelte architettoniche, è dovuta al fatto che santa Rosa, la patrona della città, appartenne a tale parrocchia e ne amò profondamente lo spazio disadorno e suggestivo, in cui si raccolse spesso in preghiera. E proprio presso l’arare di sinistra della piccola chiesa la santa fu sepolta e riposò per sette anni, prima cioè che le sacre spoglie fossero traslate nel tempio di San Damiano (in seguito intitolato a santa Rosa) per volere di papa Alessandro IV (1254-1261)”.
Viterbo – La chiesa della Crocetta
“Dopo un periodo piuttosto buio, nel XV secolo si verificò un rilancio del culto in Santa Maria in Poggio, ma già alla metà del secolo successivo, a causa delle scarse rendite e del limitato numero di fedeli del quartiere, la parrocchia fu soppressa ed aggregata alla collegiata di San Matteo in Sonza. Nonostante il momentaneo abbandono la chiesa conservò tuttavia la sua grande valenza religiosa e spirituale, che derivava dall’essere collocata in una zona notoriamente claustrale della contrada, tanto da essere designata nel 1558 come centro di propagazione religiosa e sede dei Fratelli della dottrina cristiana affidati alla protezione di San Girolamo (anche noti come Padri di San Girolamo), per volere del capitolo della cattedrale. Nel 1590 la chiesa fu nuovamente abbandonata, ma la sua ubicazione carica di spiritualità fece sì che Camillo de Lellis la scegliesse come sede viterbese della propria benefica istituzione e la annettesse alle proprietà dei religiosi Crociferi ministeri degli infermi. Il nuovo ordine fondato dal santo abruzzese, detto dei Camillini e volto principalmente all’assistenza degli ammalati, aveva come principale attributo una croce rossa cucita sul vestito o sul mantello, da cui derivò l’appellativo con cui è anche nota la chiesa, detta appunto della ‘Crocetta’”.
Viterbo – La chiesa della Crocetta
“Durante la Seconda guerra mondiale – racconta ancora il pannello turistico – la chiesa della Crocetta fu profondamente danneggiata, per essere poi ricostruita pressoché ex novo nel 1949, conservando tuttavia la grande scalinata circolare a doppia rampa simmetrica che era stata eretta di fronte alla facciata nel Seicento”.
Viterbo – La chiesa della Crocetta
“Di fronte alla chiesa si erge la fontana duecentesca, detta anche della Crocetta, caratterizzata dalla tipologia ‘a fuso’ emergente dalla vasca a specchiare lisce, comune alle più antiche fonti della città. Dal fuso, scandito dalle protomi leonine, si erge l’acroterio formato dal gruppo scultoreo riproducente due figure, una delle quali identificabile con santa Rosa, posto in sostituzione dell’originario coronamento a pigna. La fontana della Crocetta è resa infatti più suggestiva da una leggenda secondo la quale santa Rosa, recandosi alla fonte, avrebbe compiuto il miracolo di ricomporre una brocca andata in frantumi”.
Daniele Camilli
Fotogallery: La chiesa della Crocetta
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