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Canino – (sil.co.) – Assolti con formula piena dal collegio i due presunti rapinatori “scalatori” di Canino.
L’accusa aveva chiesto una condanna a quattro anni ciascuno più 1400 euro di multa per il reato di rapina aggravata in concorso.
Per di difensori Remigio Sicilia e Franco Taurchini le accuse della presunta vittima, secondo cui gli hanno sottratto un cellulare per un debito di droga di 200 euro, erano insussistenti. Per i legali la parte offesa si sarebbe inventata tutto per non restituire i soldi che gli imputati gli avevano prestato per aprire una partita Iva.
“Prima gli ha dato a garanzia il telefonino, chiedendo loro di metterlo in carica, col dire che lo avrebbe ripreso la mattina successiva, quando gli avrebbe portato i soldi. Poi è andato a denunciarli per rapina ai carabinieri”, hanno detto i legali nel corso della discussione.
A processo per rapina aggravata davanti al collegio del tribunale di Viterbo due marocchini di 23 e 36 anni – per i quali è venuta meno anche la misura cautelare, fino a ieri in vigore, del divieto di avvicinamento alla parte offesa – che la sera del 19 ottobre 2021 sarebbero piombati a casa di un pakistano sottoposto all’obbligo di dimora dalle 19 alle 8 del mattino, strappandogli il cellulare dalle mani davanti a moglie e figlio piccolo.
Rapinatori “scalatori” perché, secondo l’accusa, la coppia si sarebbe arrampicata con destrezza sul balcone al primo piano di casa della vittima, affacciato su un dirupo, facendo irruzione nell’abitazione del pakistano, che immediatamente dopo ha chiamato i carabinieri, dando loro nome, cognome e indirizzo di uno dei due malviventi, dicendo che l’altro era lo zio.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
