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Botte e minacce dopo che li ha aiutati, poi le svaligiano casa e orinano sul letto…

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Caprarola – (sil.co.) – Fanno irruzione la sera del 30 dicembre 2020 a casa della 35enne che in passato li aveva aiutati economicamente e che quel giorno li aveva ospitati a pranzo, minacciando con dei grossi cacciavite la donna e massacrando di botte un amico che si era fermato a dormire da lei. Sarebbero poi tornati il 2 gennaio 2021, svaligiando l’abitazione e ordinando sul letto della vittima. Quindi avrebbero continuato a minacciarla e ricattare perché ritirasse la denuncia.

La coppia, a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo, rischia una pesante condanna per rapina aggravata, stalking, violazione di domicilio e violenza privata. E da ieri anche per furto in abitazione, come chiarito dal pm Michele Adragna.

La sentenza, prevista ieri, è slittata perché il nuovo difensore di uno dei due imputati, l’avvocato Paolo Casini, ha chiesto una nuova perizia psichiatrica per il suo assistito, un tossicodipendente già giudicato, a differenza del presunto complice, capace e di volere. A maggio la nuova perizia sarà affidata al professor Iacopo Bruni.

La richiesta è stata accolta dal collegio dopo che la difesa ha ripercorso i precedenti dell’imputato, depositando la documentazione medica prossima ai fatti del carcere di Rebibbia.

A agosto, settembre e dicembre 2020 sarebbe stato ricoverato tre volte, per overdose e tentato suicidio a base di un mix di farmaci. Nel 2022 avrebbe nuovamente tentato il suicidio a Mammagialla.

Tra il 2017 e il 2020 è stato sottoposto a cinque procedimenti penali. Nel 2016 è nel 2019 è stato dichiarato parzialmente capace di intendere e di volere dal tribunale di Roma. Nel frattempo, a oggi, non ha mai intrapreso un percorso per disintossicarsi.


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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