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Mezz’etto di cocaina nella busta del pane, confermati in appello 20 mesi per spaccio

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Viterbo - Droga e soldi contanti sequestrati dalla polizia

Viterbo – Droga e soldi contanti sequestrati dalla polizia


Viterbo – (sil.co.) – Sorpreso con oltre mezz’etto di cocaina nella busta del pane, confermata ieri dalla corte d’appello di Roma la condanna a un anno e otto mesi di reclusione e tremila euro di multa del “pusher in carrozzina”.

Sulla sedia a rotelle con cui si è presentato anche in tribunale, al processo di primo grado che si è concluso lo scorso 22 dicembre, sarebbe finito in seguito a un litigio con la moglie che gli avrebbe intimato di smettere di assumere stupefacenti. Si tratta del 46enne viterbese finito ai domiciliari lo scorso 5 ottobre per spaccio. 

L’accusa aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. Ma il giudice Elisabetta Massini, sentito il difensore Luigi Mancini, lo scorso dicembre ha optato per una pena più mite, restituendo all’imputato anche la somma di 850 euro che gli era stata sequestrata al momento del fermo pensando fosse provento dello spaccio. Il 46enne ha però dovuto passare a casa anche tutte le festività, avendo il giudice confermato la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Lo scorso ottobre l’imputato è stato sorpreso dalla polizia mentre, costretto a muoversi in carrozzina, si trovava fuori scuola dei figli, sull’auto guidata dalla moglie, nascondendo tra la  spesa, per la precisione nel sacchetto del pane, un involucro contenente 56 grammi di cocaina. Nonostante la revoca del reddito di cittadinanza, aveva inoltre con sé una ingente somma di denaro, per l’appunto 850 euro in contanti, secondo l’accusa provento dell’attività di spaccio. 

Secondo l’imputato erano soldi che gli servivano per comprare la droga di nascosto dalla moglie. cui aveva promesso che avrebbe smesso quando, durante l’ennesimo litigio sull’argomento, è caduto per terra rompendosi un piede, Il giorno dell’arresto si sarebbe inventato un espediente per uscire con la moglie e comprare la cocaina di nascosto, per uso personale, ma la polizia sarebbe per l’appunto arrivata prima che riuscisse a pagarla. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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