Viterbo – Droga e soldi contanti sequestrati dalla polizia
Viterbo – (sil.co.) – Sorpreso con oltre mezz’etto di cocaina nella busta del pane, è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione e tremila euro di multa il “pusher in carrozzina”. Intanto si è scoperto che sulla sedia a rotelle sarebbe finito in seguito a un litigio con la moglie che gli aveva intimato di smettere di assumere stupefacenti. Si tratta del 45enne viterbese ai domiciliari dallo scorso 5 ottobre per spaccio.
L’accusa aveva chiesto ieri una condanna a quattro anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. Ma il giudice Elisabetta Massini, sentito il difensore Luigi Mancini, ha optato per una pena più mite, restituendo all’imputato anche la somma di 850 euro che gli era stata sequestrata al momento del fermo pensando fosse provento dello spaccio. Il 45enne dovrà però passare a casa anche tutte le festività, avendo il giudice confermato la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari.
Due mesi e mezzo fa il 45enne è stato sorpreso dalla polizia mentre, costretto a muoversi in carrozzina, si trovava fuori scuola dei figli, sull’auto guidata dalla moglie, nascondendo tra la spesa, per la precisione nel sacchetto del pane, un involucro contenente 56 grammi di cocaina.
Nonostante la revoca del reddito di cittadinanza, aveva inoltre con sé una ingente somma di denaro, per l’appunto 850 euro in contanti, secondo l’accusa provento dell’attività di spaccio.
Non secondo la difesa. “Erano soldi che gli servivano per comprare la droga di nascosto dalla moglie. cui aveva promesso che avrebbe smesso quando, durante l’ennesimo litigio sull’argomento, è caduto per terra rompendosi un piede, motivo per cui si è dovuto sottoporre a diverse operazioni ed è sulla sedia a rotelle”, ha spiegato Mancini.
“Il giorno dell’arresto si era inventato un espediente per uscire con la moglie e comprare la cocaina di nascosto, per uso personale, ma è arrivata la polizia prima che riuscisse a pagarla. In casa, infatti, non aveva né bilancini, né altro per confezionare le dosi”, ha proseguito il legale, ricordando un precedente.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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