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Spaccio di droga ai giardinetti e festini in casa, due arresti e un obbligo di dimora

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Montefiascone – (sil.co.) – Spaccio di droga ai giardinetti e festini in casa, due arresti, un obbligo di dimora e un indagato a piede libero. Nuovi guai per lo stesso pluripregiudicato 23enne di Montefiascone segnalato cinque mesi fa per lo striscione fuori Mammagialla.


Montefiascone - Spaccio di droga ai giardinetti

Montefiascone – Spaccio di droga ai giardinetti 


Lo scorso 2 novembre assieme ad altri tre, filmato dalla videosorveglianza del carcere, avrebbe attaccato fuori Mammagialla uno striscione con la scritta: “Liberi tutti i bravi ragazzi”. Firmato col suo nome e le iniziali del cognome.

Sul suo profilo Instagram pubbicizzava la “merce” con foto di droga corredate di emoticon e video fai da te inneggianti alla sua vita “dannata” di criminale e narcotrafficante.

Avrebbe anche gestito i “pusher” tramite social network e messo a disposizione casa sua per cessione e consumo di stupefacenti. Per questo è scattato l’ennesimo arresto per il “bossetto” della droga di Montefiascone, N.V., 23 anni, pluripregiudicato con precedenti anche per estorsione, finito ancora una volta al centro di un’inchiesta per spaccio dei carabinieri di Montefiascone.

In un video è ripreso mentre fuma uno spinello. Poi le parole di un brano: “Facevo tre salti con una tavoletta, sta cocaina ci dà da mangiare, scusami mamma per quello che faccio e per quello che ho fatto, art. 73, a tipo come un narcos”. Ed ancora: “Sputa palline o sputa il sangue per fare ste rime vi do il minorile, ma a 20 sono entrato con stile, il mio amico si mangia le pile, lamette in cortile, busta di plastica coca e mannite (…) arriva dal Cile, mentre la cucino vomito la bile (…)”.


Montefiascone - Spaccio di droga ai giardinetti


Tra il 2021 e il 2022, avvalendosi come socio di un 19enne più due complici di 21 e 24 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia.

Sostanze che sarebbero poi state sia vendute che cedute a titolo gratuito anche a due ragazze ancora minorenni tra cui la sorella del socio 19enne e altri minori, organizzando pure festini a base di droghe nella sua abitazione delle Mosse, mentre la fiorente attività di piccolo spaccio si sarebbe svolta prevalentemente ai giardini pubblici di piazzale Roma.

Il 23enne è finito agli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, su disposizione del gip Giacomo Autizi, incastrato tra l’altro da due telecamere, una piazzata vicino casa in modo da riprenderne il via vai all’ingresso e l’altra ai giardinetti.

Ai domiciliari anche il socio 19enne, mentre è stato disposto l’obbligo di dimora col divieto di uscire in orario notturno, dalle 21 alle 7, per uno degli altri due complici, il 21enne, ed è stata infine rigettata la richiesta di misura cautelare per l’altro di 24 anni.

Una curiosità che la dice lunga sulla sfrontatezza dei banditi in erba: quando hanno scoperto dopo una settimana la presenza delle telecamere, installate il 7 giugno 2022, hanno replicato agli investigatori facendo verso di loro gesti di scherno che sono stati puntualmente immortalati.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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