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L’ex casa della camorra sarà un centro d’eccellenza per la “cultura della legalità”

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Viterbo – Ex casa della camorra in piazza Dante, quindici anni dopo la confisca definitiva del 2008 con l’assegnazione prima alla questura e poi al corpo forestale, arriva la manifestazione di interesse del comune per la realizzazione di un centro d’eccellenza finalizzato alla “cultura della legalità”.

E’ l’immobile al civico 18 della centralissima piazza del capoluogo confiscato in via definitiva alla criminalità organizzata. Un appartamento a due piani più garage per complessivi 121 metri quadri.

Risale al 20 aprile la deliberazione con cui la giunta comunale manifesta il proprio interesse ai fini della realizzazione di un centro di eccellenza dove venga promossa la “cultura della legalità”.


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La casa confiscata apparteneva a Matilde Ciarlante. Classe 1953 e latitante dal 2014. Inserita nella lista dei 100 più pericolosi latitanti. Fino all’inizio del 2021, quando è stata arrestata a Roma dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia economico finanziaria.

Su di lei pendevano due ordini di esecuzione pena emessi nel 2014 dalla procura della repubblica di Roma e nel 2017 dalla procura generale della corte di appello di Napoli, a seguito di altrettante condanne.

La settantenne è la vedova di Giuseppe Cillari, boss della camorra scomparso nel 2002.


Viterbo - La casa in piazza Dante confiscata alla camorra

Viterbo – La casa in piazza Dante confiscata alla camorra in una foto del 2021


All’interno della struttura, attraverso i linguaggi più vicini alle nuove generazioni, secondo i piani del comune, saranno realizzate una serie di attività di comunicazione sui temi della legalità.

Con particolare riferimento alle narcomafie che durante la pandemia hanno avuto un notevole aumento soprattutto attraverso il web, alle ecomafie e a tutti gli illeciti che in qualche modo danneggiano l’ambiente, alle archeomafie e a tutti quei reati che hanno come oggetto il furto di opere d’arte, e alle agromafie che negli ultimi anni hanno portato a fenomeni illegali nel campo dell’agricoltura, dal campo alla vendita.


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Una vicenda travagliata quella dell’immobile sottratto alla criminalità organizzata.

Era il 3 novembre 2008 quando l’agenzia del demanio disponeva il mantenimento al patrimonio dello stato dell’immobile definitivamente confiscato, al fine di assegnarlo alla questura di Viterbo quale alloggio di servizio del proprio personale dipendente, passaggio avvenuto il 22 dicembre 2008.

A distanza di sei anni, però, il 4 luglio 2014, la stessa agenzia del demanio dava comunicazione che l’immobile era stato restituito dalla questura e assegnato contestualmente al corpo forestale dello stato come sede di comando stazione di Viterbo.

Si è giunti così all’11 aprile 2018 quando con una delibera il comune di Viterbo, in esito ad un accordo intercorso con il corpo forestale, manifestava l’interesse ad acquisire l’immobile, ma senza alcuna indicazione in ordine alla destinazione e al conseguente progetto di utilizzo, ragion per cui il trasferimento non ha avuto luogo.

Negli anni si è detto via via di farne un centro diurno a disposizione di Caritas e parrocchie nonché di alloggio temporaneo per persone in difficoltà. Adesso la manifestazione di interesse per farne  un centro di eccellenza dove venga promossa la “cultura della legalità”.

Silvana Cortignani


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