- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Supercar dall’estero a prezzi imbattibili, slitta per un “guasto” la sentenza Marchetti bis

Condividi la notizia:

 


Viterbo – (sil.co.) – Operazione “Déjà vu”, a ritardare la conclusione del primo processo all’imprenditore Elio Marchetti per le presunte supercar di lusso importate dalla Germania col trucco ci si mise di tutto, dall’emergenza Covid all’impianto elettrico del tribunale in tilt proprio il giorno previsto per la sentenza, il 6 giugno 2020, quando fu rinviata al successivo 10 luglio.

Nel frattempo sono passati altri quasi tre anni e stessa sorte è toccata al processo bis scaturito dal blitz di polstrada e finanza del lontano 3 maggio 2017.

Ieri, per il processo iniziato il 21 settembre 2021, avrebbe dovuto essere il giorno di fine discussione e repliche. Invece il presidente del collegio Eugenio Turco ha dovuto rinviare ulteriormente, anche se soltanto di una settimana, a giovedì 18 maggio, pure stavolta curiosamente per un guasto fuori dal comune, ovvero l’interruzione dei collegamenti col casellario giudiziario per l’acquisizione dei certificati penali aggiornati.

L’operazione Déjà vu sfociò in sei arresti, tra cui quello del noto imprenditore viterbese 49enne, per una presunta maxi evasione fiscale in concorso sulle auto di lusso importate dalla Germania e rivendute presso la concessionaria di via Mainella al Poggino. Sarebbero 138 le supercar importate dalla Germania eludendo la normativa anti truffe carosello e eludendo il fisco. Una sorta di “sequel” dell’operazione Red Zoll del 2014, secondo la procura, nella convinzione che Marchetti avesse ripreso lo stesso gioco con società diverse.


Multimedia: Arrestato Elio Marchetti – slide – video


Cinque gli attuali imputati. Se sarà accolta la richiesta della pm Eliana Dolce che ha sua volta accolto un’istanza della difesa, Elio Marchetti potrebbe cavarsela con tre mesi e 25 giorni in continuazione, grazie alla riforma Cartabia. Proscioglimento in vista per la sorella. Per la dipendente e il fornitore tedesco le pene più pesanti. Meritano oltre un anno di reclusione per la procura, che contesta loro l’associazione per delinquere. L’altra storica segretaria dell’imprenditore 49enne è stata invece assolta nell’altro processo.

Elio Marchetti – condannato a 2 anni e 8 mesi nel processo scaturito dal primo filone d’indagine – potrebbe cavarsela stavolta con una condanna lieve e attività di volontariato.

Lo scorso 10 marzo il difensore Giuliano Migliorati ha depositato per l’imprenditore la memoria difensiva chiesta dal collegio ai fini dell’accoglimento del patteggiamento. Nonché la documentazione dell’Uepe attestante la presa in carico della richiesta dell’affidamento di Marchetti all’esecuzione di lavori di pubblica utilità, avendo già ottenuto il nulla osta del Ceis.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


Condividi la notizia: