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Trevignano - La sedicente veggente Gisella Cardia è apparsa di nuovo sulle sponde del lago di Bracciano, tra guardie del corpo, una signora che sviene, uno che litiga e poca gente rispetto al previsto - FOTO E VIDEO
Trevignano – “Ho visto la Madonna e mi ha detto che l’umanità si autodistruggerà”. Conto alla rovescia ieri pomeriggio a Campo delle Rose, in mezzo alla campagna di Trevignano, dove la sedicente veggente Gisella Cardia ha fatto di nuovo la sua apparizione. Con lei, pare, pure la Madonna. Alle tre in punto. Svizzera, e invisibile come sempre.
Ad accoglierla, nessun pastorello a mani giunte, come a Fatima, ma solo guardie del corpo, telecamere, reflex e gente che sviene. Per poi, miracolosamente, proseguire il giro fino al crocefisso.
Trevignano – Gisella Cardia
Il messaggio, in sintesi, della Madonna di Trevignano: “figli miei sono madre di misericordia. Non abbiate paura. Sono sempre accanto a voi. Pregate sotto la croce del mio Gesù affinchè possa aprire i vostri cuori. L’umanità sta andando verso l’autodistruzione. Pregate molto, la purificazione sarà dura ma necessaria”. Il tutto condito da un riferimento al “demonio scatenato, ma l’amore di Dio è più forte”, precisazione fondamentale per non far perdere di senso al resto, e benedizioni per “detrattori, chi è mischiato con un mondo stravolto” e, guarda un po’, “i giornalisti”. Poveri Cristi.
Quasi un testo punk. Come i Sex Pistols in “God Save the Queen”: “No future for you”.
Madonna di Trevignano – Video – Una fedele si accascia a terra
Poche le persone per Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppe Scarpulla, 53 anni, ex imprenditrice siciliana nel settore delle ceramiche. Almeno rispetto al previsto. Duecento, duecentocinquanta appena. Due gli steccati. Il primo, quello di confine, una proprietà privata. Sulla rete, minacciosa, la scritta: “Ogni violazione verrà segnalata all’autorità giudiziaria”. Fuori, qualche carabiniere e un mezzo della Polizia, uno di quelli da cui di solito si esce in assetto antisommossa durante le manifestazioni di piazza.
Madonna di Trevignano
Il secondo steccato è più interno, con un paio di cartelli a far da cornice: “Vietato fumare” e “regole per l’accesso nel luogo di preghiera”. Tra queste: “vesti con dignità, osserva il massimo silenzio, spegni le suonerie del cellulare, vietato consumare cibi e mantieni l’area pulita”. Una Madonna ambientalista, dunque, no smoking e affezionata alla vecchia cornetta del telefono, quella che si lasciava a casa quando si usciva.
Madonna di Trevignano
Per arrivare al luogo dell’apparizione si attraversa la campagna, tra pascoli e serre abbandonate, parcheggiando qua e là. Con la gente che cerca scorciatoie e sentieri brevi per ridurre i tempi della scarpinata. Un chilometro a piedi. Come nelle prime scene del film “Non ci resta che piangere”… “mille e quattro, quasi mille e cinque”.
La gente tuttavia è composta. Come in chiesa. Si flette sulle ginocchia e si rialza a suon di Amen e segni della croce. In mano il rosario, segno distintivo per poter accedere al cerchio magico, lo steccato interno, dove il divieto di entrare è solo per i giornalisti, tenuti a distanza fino alla fine, quando invece sono stati fatti avvicinare per le foto da tappeto rosso, mentre Cardia se ne andava in un macchinone nero salutando sorridente come una papessa. Diva.
Madonna di Trevignano – Video – Il battibecco dopo l’apparizione
In un angolo, uno vestito da prete che confessa le vecchiette. Sullo sfondo, immortale, quello sì, il lago di Bracciano. Di lato, la teca con la Madonna. Una statua con inginocchiatoio. Ai suoi piedi una foto di Giovanni Paolo II, papa che durante il suo pontificato ha fatto santi a raffica. Al centro della scena un altare con la veggente sedicente, Cardia, seduta su una sedia di legno in attesa di dialogare con l’aldilà. Ad impedire l’ingresso della stampa, un gruppo di pretoriani vestiti di nero con una specie di due di picche stampato sulla giacca.
Tutto si compie nel giro di un’ora. Poi i saluti, i baci e gli abbracci. Il percorso è obbligato, la fila pure. Si entra da sinistra, con le guardie vestite di nero che alzano e abbassano la cordicella che far entrare le persone, e dopo aver salutato Gisella, si procede verso destra, inginocchiandosi prima davanti alla Madonna in teca e poi, giù giù verso il confine, al Cristo in croce.
Madonna di Trevignano
A un certo punto, una signora con un giubbottone giallo sviene ai piedi di Cardia che, prima la soccorre poi la lascia lì a riprendersi, accasciata a terra. Come quando si collassa dopo una serata un po’ sopra le righe. Qualcuno dice: “perché nessuno la soccorre?”. Qualcun altro, una giovane dell’associazione Madonna di Trevignano, risponde: “È il riposo dello spirito”.
Alla fine c’è pure un battibecco. Tra una signora, forse una della curva “No Madonna”, e un tizio che difende invece l’apparizione, contrariato dall’abbigliamento ritenuto poco appropriato della prima, che gli risponde per le rime: “perché, che c’hai da ridì. Dimme che ha fatto Gisella pe’ la comunità”. Alla fine, il pro Madonna se la prende pure coi giornalisti, ovviamente atei: “quelli dell’informazione si dovrebbero stare zitti, perché qua si porta rispetto. Noi rendiamo conto solo al padreterno”. Insomma, “ho visto la Madonna”. Evviva a Madonna!… e che Dio ce la mandi buona.