Ceis e questura – Il progetto Coltivare la legalità
Viterbo – “Coltivare la legalità”. È il progetto della questura di Viterbo, in collaborazione con il Centro italiano di solidarietà (Ceis) San Crispino, la comunità della Quercia.
Un mercatino di prodotti ortofrutticoli. Prodotti dell’orto coltivati da ragazzi inseriti in percorsi alternativi alla detenzione. Che hanno già scontato sulla loro pelle, cercando adesso, a pochi passi dal mettere fine anche alla pena, di ritornare al mondo passando prima per la società.
Ceis e polizia coltivano la legalità. Merito della questura, diretta da Fausto Vinci, e della dirigente della divisione anticrimine, Amelia Priaro. Merito di don Alberto Canuzzi che da anni dirige una struttura d’eccellenza come la comunità di San Crispino.
Ceis e questura – Il progetto Coltivare la legalità
Ieri mattina il primo mercatino, sperimentale. A lato della questura, nella piazza dove si affaccia la cittadella della salute. Il tutto sotto le insegne di Campagna amica di Coldiretti.
Assieme ai ragazzi della comunità, anche Rolando Cecconelli, operatore all’agricoltura del Ceis – è lui che insegna a coltivare e produrre -, e la polizia. Di volta in volta, poi, persone che acquistano ortaggi, miele, olio, patate, insalate e altro ancora che si trovano sui banchi.
Ceis e questura – Il progetto Coltivare la legalità
“La polizia di stato – si legge in un comunicato della questura di Viterbo – ha promosso, con l’avallo del tribunale di sorveglianza, un progetto finalizzato a potenziare il legame tra le istituzioni e le comunità che sostengono la rieducazione e il reinserimento sociale di chi ha violato la legge e, in particolare, le persone sottoposte alle misure alternative alla detenzione”.
Viterbo – Rolando Cecconelli all’inziativa “Coltivare la legalità”
“Il progetto rappresenta la volontà di partecipazione verso quei programmi rieducativi, predisposti dalla comunità Ceis San Crispino, che vedono i ragazzi, affidati alla struttura, impegnati in numerose attività socialmente utili tra le quali la coltivazione di un orto”.
Prodotti a chilometri zero. Dagli odori alle cipolle, fino alla bieta e alle albicocche. Un mercatino che chiunque vuole può trovare anche alla Quercia. Tutte le settimane, all’ingresso della San Crispino, il martedì e il venerdì dalle 7,30 del mattino all’ora di pranzo.
Ceis e questura – Il progetto Coltivare la legalità
“La comunità San Crispino – spiega Rolando Cecconelli – si caratterizza per più fasi ed è divisa in più settori dove le persone si alternano di volta in volta: agricoltura, lavanderia, cucina, dispensa e centralino. 4-5 ragazzi ciascuno”.
Ceis e questura – Il progetto Coltivare la legalità
“La comunità – prosegue Cecconelli – è poi suddivisa in tre percorsi. Alla Palanzana c’è l’accoglienza, la prima fase del percorso riabilitativo. Tra i 10 e i 20 ragazzi in tutto. Qui c’è il primo distacco dalle sostanze stupefacenti. Qui le persone stanno sei mesi poi scendono alla comunità terapeutica che si trova alla Quercia, dove vive un’altra ventina di ragazzi”.
C’è anche la fase che viene definita “doppia diagnosi”. Fase in cui, accanto alle dipendenze, vengono affrontate problematiche di natura psichiatrica.
Viterbo – Il progetto “Coltivare la legalità”, progetto della questura di Viterbo in collaborazione con il Ceis San Crispino
Infine, l’ultima fase. La riabilitazione. “Quando inizi a lavorare – conclude Cecconelli – e ad avere il primo contatto con il mondo esterno”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Mercatino del progetto “Coltivare la legalità”
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