Montefiascone – È stato condannato a un anno e mezzo di reclusione per spaccio l’operaio 28enne originario di Civitella d’Agliano che il 9 giugno 2021 era stato assolto dall’accusa di essere il pusher di Laura Chirica, la 17enne d’origine moldava di Orvieto precipitata il 14 febbraio 2017 da un palazzo di Roma. Secondo l’accusa, avrebbe spacciato al distributore sulla Umbro-Casentinese dove faceva il benzinaio.
Montefiascone – Beccato con 150 grammi di hashish, arrestato
Secondo l’accusa, pochi giorni prima della tragedia, aveva ceduto alla ragazza un panetto di hashish da spacciare per un valore di 750 euro e 30 grammi per uso personale. Ma al processo, celebrato davanti al tribunale di Viterbo, non sono emerse prove idonee a confermare l’accusa.
Venerdì è stato condannato a un anno e mesi sei di reclusione dal giudice Roberto Cappelli, nell’ambito del processo scaturito dall’arresto del 27 febbraio 2017, pochi giorni dopo la morte della Chirica, il cui numero telefonico sarebbe stato tra i contatti dell’imputato con l’appellativo di “Scemotta”.
L’operazione messa a segno dai carabinieri è sfociata nel sequestro di 150 grammi di hashish, per cui il gip Savina Poli, dopo la convalida, dispose il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria dell’imputato. Secondo l’accusa avrebbe spacciato presso il distributore di Montefiascone sulla Umbro-Casentinese dove ai tempi lavorava come benzinaio.
I carabinieri lo arrestarono in flagranza, in seguito alla perquisizione di un veicolo sospetto, trovandogli addosso quattro involucri contenenti in totale 10 grammi di hashish più altri 150 grammi di hashish nella sua abitazione, divisi in tre panetti, all’interno di un marsupio consegnato ai militari dallo stesso indagato.
“Durante la perquisizione domiciliare – ha ricordato il pm onorario durante la discussione, al termine della quale ha chiesto la condanna a 12 mesi di reclusione e 4mila euro di multa – oltre al classico materiale per il confezionamento delle dosi, sono stati rinvenuti anche un manoscritto con nomi e numeri telefonici”.
Gli investigatori, per l’esattezza, avrebbero rinvenuto nel foglietto manoscritto nomi di persone e cifre, ritenuti relativi alla cessione di stupefacenti oltre a delle chat WhatsApp sul cellulare sequestrato che avrebbero avuto per oggetto le presunte cessioni. Dal telefono sarebbero inoltre state estrapolate 19 immagini dell’imputato e altre persone alle prese con lo stupefacente e 15 chat.
L’avvocato Luca Ragonesi, in sostituzione del difensore Marco Valerio Mazzatosta, ha fatto notare durante la discussione sia la lieve entità della sostanza sotto sequestro, sia come il giovane, il quale per l’appunto aveva entrate derivanti dal lavoro, facesse uso personale di hashish, con tanto di certificazione medica, per alleviare dei dolori di natura reumatica di cui avrebbe sofferto.
Silvana Cortignani
Articoli: Spaccio, a processo l’operaio prosciolto dall’accusa di essere il pusher di Laura Chirica – Spaccio, a processo l’operaio prosciolto dall’accusa di essere il pusher di Laura Chirico – Morte di Laura Chirica, assolto con formula piena operaio di Civitella – Morte di Laura Chirica, la perizia del Ris non chiarisce se sia lei “Scemotta” – Sotto la lente del Ris la chat Whatsapp tra “Leo” e “Scemotta” – “Scambio di messaggi col pusher la mattina in cui è precipitata dal settimo piano” – Hashish alla 17enne di Orvieto morta a Roma, giovane a processo – Beccato con 150 grammi di hashish, arrestato
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
