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Costringe la moglie a fare la escort, ma lei lo perdona: “Eravamo d’accordo da prima delle nozze”

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Escort

marito accusato di obbligare la moglie a prostituirsi

Civita Castellana – (sil.co.) – Marito a processo con l’accusa di avere costretto la giovane moglie romena a prostituirsi, procurandole lui clienti over 60 e oltre.

Ma la donna a distanza di anni ha detto al processo che sul “punto” erano d’accordo fin da prima delle nozze, avvenute nel 2015, mentre i presunti clienti davanti al giudice si sono scoperti per lo più di memoria corta. L’uomo, imputato di sfruttamento della prostituzione, è in attesa della sentenza.

La donna lo avrebbe denunciato, nel 2019, solo per convincerlo a darsi da fare, essendo poco volenteroso sul lavoro e avendo il vizio delle slot machine, in modo che la coppia potesse cambiare vita. Siccome il marito, dopo un periodo agli arresti domiciliari, si sarebbe convinto a mettere la testa a posto, lei avrebbe rimesso la querela.

L’imputato, un ambulante di frutta e verdura di Civita Castellana, ai tempi in cui la moglie si prostituiva, avrebbe avuto l’abitudine di andare a raccogliere asparagi selvatici da offrire poi ai clienti a cena prima che si appartassero in camera con la moglie, che avrebbe accolto in casa gli ospiti indossando abiti succinti e tacchi alti. 

Solo qualcuno dei presunti clienti citati come testimoni ha ammesso a denti stretti che il pacchetto “sesso+asparagi” sarebbe costato 50 euro. Per lo più negando che fosse comunque il marito a procacciare “affari”, sostenendo che fosse lei a invitare i potenziali “candidati” al bar per un caffè facendo la proposta, mentre il marito era alle prese col banco del mercato.

L’imputato, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini, è prima finito in carcere e poi come detto ha trascorso un ulteriore periodo agli arresti domiciliari in seguito alla denuncia della consorte, che prima si è rivolta ai carabinieri e poi lo ha perdonato.

Il processo, giunto alle ultime battute con l’ascolto dei testimoni della  difesa, è prossimo alla conclusione. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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