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Viterbo – (sil.co.) – Giudizio immediato davanti al giudice monocratico Alessandra Aiello del tribunale di Viterbo per il 48enne del capoluogo a carico del quale lo scorso 23 febbraio è scattato l’aggravamento della misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dalla parte offesa con l’apposizione del braccialetto elettronico. Misura disposta a sua tutela dal gip anche per la ex compagna, che l’uomo avrebbe costretto a pratiche sessuali umilianti davanti a una webcam.
Ieri l’avvocato Francesca Bufalini, che assiste la parte offesa al processo per stalking, ha depositato la costituzione di parte civile, mentre l’udienza di ammissione prove è stata rinviata all’inizio del prossimo anno.
All’imputato, indagato in seguito alla denuncia per stalking da parte della ex compagna, la polizia ha anche sequestrato computer, tablet, smartphone e ogni dispositivo utile a chiarire se si fosse reso responsabile di ulteriori reati. Archiviate, nel frattempo, le indagini per violenza sessuale e detenzione di materiale e diffusione di video sessualmente espliciti.
Si tratta di un italiano, dipendente della pubblica amministrazione, che a detta della parte offesa l’avrebbe costretta a pratiche sessuali umilianti. Anche mentre veniva ripresa da una webcam, in diretta, davanti agli spettatori di un sito a luci rosse specializzato nella messa in onda di esibizioni dal vivo.
Particolari emersi nel corso delle indagini condotte dal personale della squadra mobile della questura di Viterbo in seguito alla querela della ex compagna.
A febbraio il giudice per le indagini preliminari, continuando l’uomo ad appostarsi sotto casa della vittima, che circa un anno fa ha trovato la forza di lasciarlo, ha disposto su richiesta della procura il rafforzamento del divieto di avvicinamento, imponendo al 48enne l’uso del braccialetto elettronico per il controllo a distanza, di cui è stata dotata a sua tutela anche la parte offesa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”

