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Montefiascone – ( sil.co.) – Al via ieri davanti al collegio l’ennesimo processo, com giudizio immediato, al “bossetto” 23enne di Montefiascone ai domiciliari col braccialetto per droga dalla primavera scorsa e finito in carcere il weekend prima di Ferragosto in seguito a un aggiornamento della misura.
Era la fine di aprile quando N.V. è stato arrestato dai carabinieri e lo scorso 12 agosto per lui, a distanza di poco più di tre mesi, è scattato l’aggravamento della misura con la custodia cautelare in carcere disposta in seguito alle numerose violazioni delle prescrizioni cui il giovane era sottoposto. Con l’accusa di spacciare droga ai giardinetti e di fare festini in casa, è stato arrestato anche uno dei tre presunti complici, mentre un altro è stato sottoposto a obbligo di dimora e un indagato è rimasto a piede libero.
È lo stesso pluripregiudicato 23enne di Montefiascone segnalato lo scorso autunno per lo striscione fuori Mammagialla. Il 2 novembre 2022, assieme ad altri tre, filmato dalla videosorveglianza del carcere, avrebbe attaccato uno striscione con la scritta: “Liberi tutti i bravi ragazzi”. Firmato col suo nome e le iniziali del cognome.
Sul suo profilo Instagram, secondo l’accusa, pubblicizzava la “merce” con foto di droga corredate di emoticon e video fai da te inneggianti alla sua vita “dannata” di criminale e narcotrafficante. Avrebbe anche gestito i “pusher” tramite social network e messo a disposizione casa sua per cessione e consumo di stupefacenti.
Tra il 2021 e il 2022, avvalendosi come socio di un 19enne più due complici di 21 e 24 anni, nonostante le misure cautelari a suo carico, sarebbe riuscito a farsi recapitare a Montefiascone sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hashish, eroina e cocaina acquistate nella capitale o prese tramite un fornitore di colore orbitante su Perugia.
Sostanze che sarebbero poi state sia vendute che cedute a titolo gratuito anche a due ragazze ancora minorenni tra cui la sorella del socio 19enne e altri minori, organizzando pure festini a base di droghe nella sua abitazione delle Mosse, mentre la fiorente attività di piccolo spaccio si sarebbe svolta prevalentemente ai giardini pubblici di piazzale Roma.
Ai domiciliari anche il socio 19enne, mentre è stato disposto l’obbligo di dimora col divieto di uscire in orario notturno, dalle 21 alle 7, per uno degli altri due complici, il 21enne, ed è stata infine rigettata la richiesta di misura cautelare per l’altro di 24 anni.
Una curiosità che la dice lunga sulla sfrontatezza dei banditi in erba: quando hanno scoperto dopo una settimana la presenza delle telecamere, installate il 7 giugno 2022, hanno replicato agli investigatori facendo verso di loro gesti di scherno che sono stati puntualmente immortalati.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

