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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tanti anni fa, il mio amico Henry Kissinger, mi disse testualmente: “Israele fa sempre finta di non sapere invece sa sempre tutto”.
Alludeva alla scellerata scelta di Golda Meir, che, sebbene avvisata tempestivamente dai suoi servizi segreti, alla vigilia della Guerra del Kippur, preferì trasformare Israele, da “aggressore”, una volta tanto, in “aggredito” e stava perdendo la guerra. La salvò Kissinger, che convinse il governo americano a mandare tempestivamente, aerei e bombe all’esercito israeliano.
Stavolta, è accaduto qualcosa di simile. Il direttore del servizio segreto egiziano “Mukhabarat”, Abbas Kamel, ha chiamato il collega israeliano David Barnea, capo del Mossad e lo ha avvertito dell’imminente attacco di Hamas. Dunque, il governo di Gerusalemme sapeva, ma, forse, Nethanyau non ha creduto agli egiziani. Oppure, ha pensato di potere, agevolmente fronteggiare l’attacco dei terroristi arabi.
Una cosa è certa: questo conflitto è servito a placare le proteste degli israeliani contro il progetto di Nethanyau di cambiare la Costituzione d’Israele. Quindi, adesso, tutti uniti contro il terrorismo di Hamas, applicando la biblica “legge del taglione”: massacro per massacro.
Gli Stati Uniti, ora , hanno il timore che il conflitto coinvolga l’Iran e chissà chi altro. Quindi, Washington invita Israele alla moderazione. Si scomoda addirittura Biden a Gerusalemme, ma l’alleato ebraico sembra che non senta l’appello americano, perché stordito dalle urla dei parenti degli ostaggi, che rivogliono i loro cari, sani e salvi.
Anche Re Abdallah di Giordania ha paura perché nel suo paese vivono due milioni e mezzo di palestinesi, che, dopo cinquant’anni di Diaspora, sono pronti ad accogliere i fratelli di Gaza che non possono entrare in Egitto, mentre la frontiera giordana è meno sorvegliata.
In Libano, comandano i terroristi Hezbollah, sostenuti dall’Iran e se Israele attacca la frontiera libanese, è prevedibile che gli Ayatollah di Teheran correranno in aiuto dei loro protetti. Dunque, Israele, adesso, deve veramente darsi una “regolata”.
Franco Bucarelli
Giornalista
