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Esteri - Il commento del giornalista Franco Bucarelli

“Medio Oriente, questo conflitto è servito a placare le proteste degli israeliani contro il progetto di Nethanyau di cambiare la Costituzione”

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Henry Kissinger con Franco Bucarelli

Henry Kissinger con Franco Bucarelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tanti anni fa, il mio amico Henry Kissinger, mi disse testualmente: “Israele fa sempre finta di non sapere  invece  sa sempre tutto”.

Alludeva alla scellerata scelta di Golda Meir, che, sebbene avvisata tempestivamente dai suoi servizi segreti, alla vigilia della Guerra del Kippur, preferì trasformare Israele, da “aggressore”, una volta tanto, in “aggredito” e stava perdendo la guerra. La salvò Kissinger, che convinse  il governo americano a mandare tempestivamente, aerei e bombe all’esercito israeliano.

Stavolta, è accaduto qualcosa di simile. Il direttore del  servizio segreto egiziano “Mukhabarat”, Abbas Kamel,  ha  chiamato il collega israeliano David Barnea, capo del Mossad e lo ha  avvertito dell’imminente attacco di Hamas. Dunque, il governo di Gerusalemme sapeva, ma, forse, Nethanyau non ha creduto agli  egiziani. Oppure, ha pensato di potere, agevolmente  fronteggiare l’attacco dei terroristi arabi.

Una cosa è certa: questo conflitto è servito a placare le proteste degli israeliani contro il progetto di Nethanyau di cambiare la Costituzione d’Israele. Quindi, adesso, tutti uniti contro il terrorismo di Hamas, applicando  la  biblica “legge del taglione”: massacro per massacro.

Gli Stati Uniti, ora , hanno il timore che il conflitto coinvolga l’Iran e chissà chi altro. Quindi, Washington invita Israele alla moderazione. Si scomoda  addirittura Biden a Gerusalemme, ma l’alleato ebraico  sembra che  non senta l’appello americano, perché stordito dalle urla dei parenti degli ostaggi, che rivogliono i loro cari, sani e salvi.

Anche Re Abdallah di Giordania ha paura perché  nel suo paese vivono due milioni e mezzo di palestinesi, che, dopo cinquant’anni di Diaspora, sono pronti ad accogliere i fratelli di Gaza che non possono entrare in Egitto, mentre  la frontiera giordana è meno sorvegliata. 

In Libano, comandano i terroristi Hezbollah, sostenuti dall’Iran e se Israele attacca la frontiera libanese, è prevedibile che  gli Ayatollah di Teheran correranno in aiuto  dei loro protetti. Dunque, Israele, adesso, deve veramente darsi una “regolata”.

Franco Bucarelli 
Giornalista


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17 ottobre, 2023

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