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Viterbo – (sil.co.) – Accusato dalla ex moglie di continui episodi di violenza domestica, chiesto due anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia.
Imputato un militare, che doveva rispondere anche di maltrattamenti nei confronti dei due figli della coppia. Maltrattamenti a minori che non sono però emersi durante la complessa istruttoria del processo, caratterizzata da una raffica di testimoni per entrambe le parti in causa.
“Ogni tanto”, avrebbero riferito durante l’incidente probatorio, avrebbero visto il padre scagliarsi contro la madre. Non contro di loro. Smentendo un episodio relativo a un presunto dente spezzato, che sarebbe poi stato “incollato” in ospedale, ma di cui non sono emersi referti.
Motivo per cui ieri il pm Michela Adragna ha chiesto l’assoluzione dall’aggravante di avere coinvolto i figli, chiedendo al collegio la condanna a due anni di reclusione dell’imputato, per i soli maltrattamenti nei confronti della ex, al termine di una lunga e articolata requisitoria, dopo la quale il processo è stato rinviato per la discussione dell’avvocato di parte civile della ex e dei figli Valeria Cardarelli e del difensore Enrico Valentini.
“Vittima per eccellenza la compagna”, ha sottolineato il pm, che ha parlato di una donna “soggiogata e sottomessa”, “non solo al marito, ma anche ai suoceri con cui la coppia conviveva”, “senza nemmeno potersi concedere di stare soli a pranzo o a cena”.
“Lui per controllarla le piombava anche sul posto di lavoro, dove lei, pur di accontentarlo, si faceva cambiare turni e mansioni. Era geloso in maniera ossessiva. La moglie doveva rendere conto al marito di tutto ciò che faceva o non faceva in casa. Se sbagliava a fare una lavatrice erano percosse. Una volta che il figlio si è sporcato, le ha dato un ceffone, facendole sbattere la testa contro quella del bambino. Una volta l’ha scagliata sul divano, prendendola per il collo, Violenze e invettive erano all’ordine del giorno”, ha detto il pm, facendo un lungo elenco di vessazioni e soprusi.
Il sostituto Adragna ha parlato di volontà di prevaricazione e controllo sulla donna a 360 gradi. E ha fatto riferimento, seppure ridimensionandolo e senza entrare nel merito, a un “episodio della pistola”, sintomatico di un modus vivendi quotidiano della coppia. Sentenza prevista prima di Natale.
– Avrebbe spezzato un dente al figlioletto, la difesa: “Peccato che in ospedale non vi sia traccia”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

