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Tribunale - Denunciato dalla ex moglie un militare - Il padre è imputato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale

Avrebbe spezzato un dente al figlioletto, la difesa: “Peccato che in ospedale non vi sia traccia”

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Enrico Valentini

Enrico Valentini

Viterbo – (sil.co.) – Avrebbe spezzato un dente al figlio minore, la difesa: “Peccato che in ospedale non vi sia traccia”.

Accusato dalla ex moglie di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, un militare residente in un centro della provincia di Viterbo avrebbe anche spezzato un dente a uno dei due figli minori. Un dente, per la precisione un canino, che poi sarebbe stato “incollato” in ospedale.

Il particolare sarebbe però emerso solo in sede di incidente probatorio, raccontato dai figli e confermato dalla madre, parte civile in proprio e per i due figli con l’avvocato Valeria Cardarelli. 

“Peccato che non risultino referti attestanti il ricovero e il presunto intervento con la ‘colla’ per riattaccare il dente”, ha ribadito il difensore dell’imputato, avvocato Enrico Valentini, che già in precedenza aveva sollevato la questione.

Per questo il legale ha chiesto di poter ascoltare in aula, ex articolo 507, la ex moglie prima della sentenza: “Per verificare l’attendibilità della parte offesa, visto che è stata sentita coi figli soltanto durante l’incidente probatorio”. Secondo Valentini le denunce sarebbero state strumentali e maturate nell’ambito di una burrascosa separazione della coppia dopo oltre dieci anni di matrimonio. 

La presidente del collegio, giudice Daniela Rispoli, ha rigettato l’istanza, ritenendo superfluo alla luce del dibattimento procedere con l’interrogatorio della parte offesa in aula. Il processo è stato quindi rinviato al prossimo autunno, per la sola discussione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 maggio, 2023

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