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Viaggio nei quartieri del centro storico - Viterbo - Quello che l'amministrazione comunale vorrebbe togliere destinando tutto a parco - FOTO

San Pellegrino e Pianoscarano, a colpire i turisti è soprattutto il parcheggio di Valle Faul…

di Daniele Camilli
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Viterbo - San Pellegrino

San Pellegrino


Viterbo – Parcheggio, atmosfera e comodità. È soprattutto questo a colpire i turisti quando vengono a visitare San Pellegrino e Pianoscarano, a Viterbo. Dopodiché l’architettura, e la storia che la caratterizza, che affascina ma non è unica nel suo genere.


Viterbo - Elòena Marini (sulla destra) e il gruppo di turisti con Luciana e Bernardino

Viterbo – Elena Marini (sulla destra) e il gruppo di turisti con Luciana e Bernardino


Le fette della città dentro le mura che si presentano bene, merito soprattutto dei residenti che da queste parti hanno iniziato ad investire in modo consistente trasformando le proprie abitazioni in B&b e camere in affitto. Cosa che li spinge a garantire il più possibile decoro e pulizia. Asserragliati però in un fortino medievale che corre lungo l’arteria turistica che unisce San Pellegrino da un lato a Pianoscarano, dall’altro a palazzo dei papi, cattedrale e piazza San Lorenzo. Un gigante dai piedi d’argilla, a pochi passi dal resto del centro dove a prevalere sono invece incuria, palazzi abbandonati e negozi che chiudono.


Viterbo - Valle Faul

Viterbo – Valle Faul


“Il fatto che ci sia un parcheggio gratuito e l’ascensore è importantissimo – dice Bernardino di Monterotondo in provincia di Roma -. Se deve venire in una città e cercare il posto per l’automobile diventi scemo e te ne vai”. Il parcheggio cui si riferisce è quello di Valle Faul che l’amministrazione, a torto o a ragione, vuole invece smobilitare per destinare tutto a parco”.

“Conoscevamo Viterbo, ma eravamo attratti da altri posti – aggiunge poi la moglie, Luciana -. Ma avendo a disposizione questa giornata ci è venuto in mente di venire qui. Una città molto bella, dove si possono associare storia ed atmosfera”.

“Una città – rilancia il marito – che che si sta affacciando al turismo. Per noi, prima, era solo un posto che stava lì, chiuso all’interno delle mura e con qualche politicante che ogni tanto veniva a Roma a chiedere qualcosa”.


Viterbo - La fermata dell’ascensore a Valle Faul

Viterbo – La fermata dell’ascensore a Valle Faul


Luciana e Bernardino stanno insieme a un gruppo di persone, molte delle quali vengono dal nord Italia. Si fermano poco e poi ripartono. Nel frattempo la guida che hanno scelto le ha portate in visita nella parte medievale. Poi una degustazione di olio novello al frantoio Matteucci di Pianoscarano. 


Viterbo - San Pellegrino

Viterbo – San Pellegrino


“Un percorso organizzato dall’ufficio turistico – spiega Elena Marini, etruscologa che da 20 anni fa la guida -. La domenica e i festivi raccogliamo le adesioni da parte dei turisti che arrivano e organizziamo visite e degustazioni. Percorsi che associano anche agli eventi, come accadrà da adesso in poi con il Natale”.



Un turismo mordi e fuggi, e soprattutto del fine settimana. Attorno a San Pellegrino, attività commerciali che si sono concentrate su ristorazione, locali, ricettività e artigianato. In particolare modo la ceramica. L’altra fonte di entrata, in termini economici e d’immagine, i set cinematografici, l’ultimo dei quali la settimana scorsa, con le riprese del film In the hand of Dante. 

“Le strutture ricettive sono cresciute esponenzialmente – aggiunge Marini -. Molte case del centro storico sono diventate B&b. E abbiamo turisti di tutti i tipi: giovani, coppie, anziani. Attrattati tutti anche dalle le terme. Turisti che, dopo il Covid, vengono soprattutto dall’Italia, dal nord del paese. Gli stranieri preferiscono Civita di Bagnoregio e la zona del lago di Bolsena. Tranne gli americani, molti dei quali vengono a Viterbo oppure si spostano su Bomarzo”.


Viterbo - San Pellegrino

Viterbo – San Pellegrino


Una vita che si concentra in particolar modo nel fine settimana. Per il resto ci sono gli studenti dell’università della Tuscia. Ma a beneficiarne sono i locali la sera o i bar la mattina. A San Pellegrino poi a giocare un ruolo importante è la città della ceramica. Le persone arrivano e cercano le botteghe d’arte di Cinzia Chiulli e Daniela Lai.

“Un turista con target medio alto – racconta Lai, che rappresenta anche i ceramisti del Lazio della Cna -. Un turista che sa quello che vuole e sa cosa cercare. Un turista che apprezza la ceramica e l’acquista”.


Viterbo - San Pellegrino

Viterbo – San Pellegrino


Nella zona medievale a farla da padrona sono via e piazza San Pellegrino, che danno il nome al quartiere. “Tenute bene – precisa Lai – perché molto fanno gli abitanti, in termini di decoro e pulizia. Ma basta andare nelle stradine a lato per notare molte case disabitate che andrebbero tenute meglio dai loro proprietari”. A sommarsi anche i cavi di luce e telefono che corrono lungo le pareti delle abitazioni, con scatole e cassette associate, che non sono mai stati tolti, nonostante richieste che datano ormai da anni.

E mano mano che ci si allontana da San Pellegrino ecco sbucare di nuovo fuori il degrado, come in via San Pietro, con le transenne che da tempo immemore circondano un antico palazzo abbandonato Oppure, poco fuori la porta che prende il nome dalla via. “Qui – sottolinea Lai – a sinistra è molto buio, il viterbese lo sa e la macchina non ce la lascia, ma i turisti non lo sanno e trovano spesso i vetri rotti. E non è un bel biglietto da visita. Sarebbe fondamentale mettere luce e telecamere”.

Situazioni di pericolo che di tanto in tanto fanno capolino pure nel cuore del quartiere, come è successo alla stessa Lai. “Una decina di giorni fa – confida infatti – ho subito un furto, in pieno giorno. All’una, l’ora di pranzo. Un giorno infrasettimanale. Stavo nella mia bottega e ho sentito un rumore. Appena ho fatto sentire la mia voce, il ladro è scappato, portando via 30-40 euro, dopo che aveva aperto la cassa. Non mi era mai successo prima”.


Viterbo - Roberto e Anna

Viterbo – Roberto e Anna


Da San Pellegrino, percorrendo via San Pietro, s’arriva infine a Pianoscarano, anch’esso quartiere medievale, con la fontana al centro. Il quartiere dell’ex sindaco di Roma Luigi Petroselli, della fabbrica dove si produce farina fuori le mura e dell’università al complesso San Carlo. Per arrivarci si passa pure da piazza della morte e poi dal ponte di Paradosso. Un quartiere, Pianoscarano, caratterizzato da un’antica solidarietà e da rapporti di vicinato ancora solidi e presenti. Qui, abitanti, turisti e studenti si mascolano e vivono in sinergia gli uni con gli altri creando un’atmosfera unica. Come se si trattasse della Trastevere, a Roma, di una volta.


Viterbo - Pianoscarano

Viterbo – Pianoscarano


“A Pianoscarano è pieno di di turisti e di studenti – dice Giorgia Danganelli del Bar Sound -. I turisti ci sono soprattutto d’estate, gli studenti sempre. Sono di Ronciglione e lavoro qui da 9 mesi e sono rimasta meravigliata dal quartiere, dalle persone e dalla sua bellezza, al punto che sto cercando casa per venirci a vivere. Un quartiere dove c’è molta collaborazione tra le persone e un’atmosfera particolare, bella”.


Viterbo - Giorgia Danganelli

Viterbo – Giorgia Danganelli


Anche da queste parti un paio di turisti, seduti sulla panchina di fronte alla splendida chiesa di Sant’Andrea, per chi viene da porta del Carmine, in fondo al quartiere. “Abbiamo scelto la città dei papi perché è vicino Roma – specificano Roberto e Anna – e sapevamo che era carina. Siamo arrivati a Pianoscarono seguendo le indicazioni della guida dell’ufficio turistico, dopo aver visitato San Pellegrino. Una città ben conservata e fruibile, grazie anche al parcheggio con l’ascensore. Ci siamo fermati un paio di giorni, una notte. Tanto serve per poter visitare Viterbo”.

Daniele Camilli


Fotogallery: San Pellegrino e Pianoscarano


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20 novembre, 2023

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