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Cultura - Viterbo - Il giornalista e sceneggiatore Giancarlo Governi ha presentato il suo libro Nannarella dedicato alla grande attrice italiana intervistato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

“Anna Magnani anticipò la rivoluzione femminista degli anni settanta…”

di Daniele Camilli
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Giancarlo Governi

Giancarlo Governi


Viterbo – “Anna Magnani annuncia la rivoluzione femminista degli anni ’70”. Il giornalista e sceneggiatore Giancarlo Governi giovedì alla sala Benedetti di palazzo Gentili per presentare il libro Nannarella, viaggio intimo nella vita di una delle più grandi attrici italiane di sempre. Ad intervistare Governi, il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Un incontro voluto e organizzato dalla provincia di Viterbo.

“Anna Magnani non solo anticipa la rivoluzione femminista in Italia – ha poi sottolineato l’autore del libro -, ma muore nel 1973, una settimana prima del primo congresso femminista che si tiene a Roma a cento metri da casa sua”.


La copertina del libro Nannarella di Giancarlo Governi

La copertina del libro Nannarella di Giancarlo Governi


Assieme a Governi e Galeotti, a intervenire anche il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi e il presidente della provincia Alessandro Romoli. In sala ci sono anche la segretaria comunale del Pd Patrizia Prosperi, la segretaria provinciale del Pd, Manuela Benedetti, e i consiglieri comunali Lina Delle Monache e Alvaro Ricci.

“Quella di Anna Magnani è poi una discendenza al femminile unica nella storia anagrafica italiana – ha detto Governi -. Una storia dove la figura paterna è praticamente assente. Anna prende il cognome dalla madre Marina, così come suo figlio Luca Magnani e sua figlia Olivia. Anna è stata innanzitutto una donna libera e antifascista. Una donna che si è ribellata all’uomo e alla società patriarcale”.


Giancarlo Governi

Giancarlo Governi


“Giancarlo Governi è un gigante della televisione e della cultura italiana – ha detto Galeotti -. In tutte le vicende riguardanti il cinema italiano, Governi è sempre presente. La Magnani è un attrice che buca lo schermo, che trascende la recitazione. Senza alcuna frattura tra attrice e personaggio”.

A 50 anni dalla morte della grande attrice italiana, famosa anche a livello internazionale, il libro Nannarella si pone come obiettivo quello di approfondire la vita, la carriera e i personaggi di Anna Magnani, che con le sue interpretazioni ha incantato il pubblico mondiale del grande schermo dagli anni Quaranta ai Settanta.



In Nannarella, Giancarlo Governi ripercorre l’intera parabola esistenziale di una donna che, dall’infanzia passata in una casa di sole donne fino al successo internazionale come stella del cinema, fu protagonista assoluta di un’intera stagione artistica fino a diventare una delle più grandi attrici di tutti i tempi.

“Un’iniziativa di grande profilo – ha commentato Romoli -. Governi ha fatto la storia della comunicazione e dell’arte in questi ultimi 50 anni”.

Prima ancora della presentazione del libro, la visita di Governi alla redazione di Tusciaweb e alla casa editrice Galeotti editore. Subito dopo la presentazione, invece, la cena alla Baita la Faggeta di Soriano nel Cimino.


Alessandro Romoli, Carlo Galeotti e Giancarlo Governi

Alessandro Romoli, Carlo Galeotti e Giancarlo Governi


Giornalista e sceneggiatore, Governi si occupa infatti da più di trent’anni di cinema, cultura e spettacolo. Nato a Roma nel giugno 1939, Governi ha collaborato con molti giornali italiani tra i quali l’Avanti, Tempo Illustrato, Il Mondo, Paese Sera, Il Messaggero, l’Unità, il Radiocorriere e l’ufficio studi dell’Iri. “Un incontro – ha evidenziato Panunzi – che arricchisce, dal punto di vista culturale e personale”.


Carlo Galeotti e Giancarlo Governi

Carlo Galeotti e Giancarlo Governi


“Un libro scritto di notte – ha raccontato Governi – perché volevo restare solo con Anna e non volevo essere disturbato da nessuno. Un libro scritto in 100 notti. E ogni volta che la mattina mi addormentavo arrivava lei in sogno. Con me che camminavo lungo un corridoio stretto e Anna che mi guardava e mi diceva: ‘A ragazzì mesà che stai a scrive un sacco de stronzate’. Poi, quando ho finito di scriverlo ho sognato lei che mi si avvicinava e dopo avermi messo una mano sulla spalla aggiungeva: ‘va a dormì che sarai stanco’, d’accordo con quanto avevo fatto”.


La dedica di Giancarlo Governi a Tusciaweb

La dedica di Giancarlo Governi a Tusciaweb


Autore di diversi programmi televisivi, Governi ha collaborato inoltre al fianco di Alberto Sordi in “Alberto Sordi, storia di un italiano”, “Il pianeta Totò”, “Laurel & Hardy – Due teste senza cervello”, “Mille bolle blu”, “Italiaride”, “Totò, un altro pianeta”, “Totò Cento”, “Domenico Modugno. La leggenda di mister Volare”, “C’era una volta io”. In collaborazione con Leoncarlo Settimelli, con la regia di Silvio Governi e le musiche di Piero Montanari, ha realizzato anche il programma televisivo “Ritratti”, in onda dal 1995 su Rai 2 e Rai 3.


Enrico Panunzi e Giancarlo Governi

Enrico Panunzi e Giancarlo Governi


Durante l’incontro Governi ha raccontato la vicenda umana di Magnani, la sua origine romagnola, il padre che non l’ha mai riconosciuta, l’infanzia passata per un anno ad Alessandria d’Egitto e a Roma, cresciuta dalla nonna e da cinque zie. Dopodiché i suoi amori, dal primo marito Goffredo Alessandrini fino al regista Roberto Rossellini, passando per Massimo Serato. Rossellini con cui recita nel capolavoro Roma città aperta. Con la scena in cui Pina, interpretata da Magnani, viene uccisa da un soldato tedesco mentre corre e cerca di raggiungere il marito deportato dai nazisti.

“Un omaggio a Teresa Gullace – ha spiegato Governi -, di cui la scena ricorda la drammatica vicenda. Infatti il marito di Pina, quando la moglie viene colpita a morte, a un certo punto smette di gridare Pina, Pina, per passare a dire Teresa, Teresa! E nessuno, nell’analisi are il film se ne è mai accorto. Lo feci notare per la prima volta io”.

“Un film – ha poi concluso Governi – girato a Roma alla fine del 1944 con le ferite della guerra ancora vive e il conflitto ancora in corso. E con le comparse che interpretavano i nazisti che erano tedeschi veri, presi da un campo di prigionia”.

Daniele Camilli


Fotocronaca: Giancarlo Governi presenta Nannarella


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16 dicembre, 2023

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