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Detenuto strangolato e ucciso in cella nel carcere di Mammagialla, il Pd interroga il ministro Carlo Nordio

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Alessandro Salvaggio

Alessandro Salvaggio

Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Viterbo – Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Viterbo – Detenuto strangolato e ucciso in cella nel carcere di Mammagialla, i deputati del Pd interrogano il ministro Carlo Nordio.

La tragica morte di Alessandro Salvaggio, detenuto siciliano di 49 anni e 152esima vittima nelle carceri italiane nel 2023, arriva nel parlamento italiano.

Il Partito democratico, tramite i deputati Michela Di Biase, prima firmataria, Debora Serracchiani, Federico Gianassi, Marco Lacarra e Alessandro Zan, ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, focalizzandosi non solo sull’omicidio commesso dal 21enne compagno di cella bulgaro, Krasmir Tsvetkov, ma anche sulle condizioni generali di sicurezza e benessere nelle prigioni.

Michela Di Biase ha evidenziato la drammatica cifra di morti in carcere, 152, inclusi i 67 suicidi, sottolineando l’urgenza di interventi governativi per affrontare il sovraffollamento, la mancanza di personale e l’assenza di supporto psicologico adeguato.

L’omicidio di Salvaggio è avvenuto in un contesto già teso, con denunce pregresse riguardo alla sicurezza e al sovraffollamento da parte del sindacato Uspp e del garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, che aveva segnalato un tasso di affollamento superiore al 141%, salendo al 154% considerando i posti effettivamente disponibili.

L’interrogazione parlamentare chiede al ministro Nordio di fornire dettagli su quanto accaduto e su quali misure intenda adottare per garantire condizioni di vita adeguate e sicure nelle carceri. In particolare, si indaga sulla consapevolezza dei fatti da parte del ministro, sulle iniziative per contrastare il sovraffollamento carcerario e sulla strategia per colmare la carenza di personale e migliorare il supporto psicologico e educativo. L’obiettivo è chiaro: prevenire che si verifichino ulteriori tragedie come quella di Mammagialla.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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