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Bocca tappata e dita spezzate, la vittima testimonierà in aula contro l’ex compagno

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Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti

L'avvocato Alberto Parroccini

L’avvocato Alberto Parroccini

Dominga Martines

Dominga Martines

Viterbo – Sarà ascoltata in tribunale a maggio una donna vittima di presunti maltrattamenti aggravati in famiglia, cui il compagno 56enne avrebbe spezzato le dita e tappato la bocca con una mano minacciandola di morte davanti al figlioletto di poco più di un anno. 

Stavolta, oltre alla donna, è parte offesa anche il figlioletto di poco più di due anni della coppia. Nonché la figlia maggiore di lei, nata da una precedente relazione, il cui arrivo in Italia nell’estate 2022, una volta diventata maggiorenne, avrebbe fatto precipitare la situazione. 

Risale al 6 ottobre di due anni fa l’episodio che ha fatto traboccare il vaso, col giudice che ha disposto per l’uomo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. 

Imputato un viterbese di 56 anni che il 6 ottobre 2022, per l’appunto, avrebbe picchiato la compagna con talmente tanta violenza da procurarle lesioni personali giudicate dai sanitari dell’ospedale di Belcolle guaribili in 3o giorni, per la precisione la frattura del secondo e terzo dito della mano destra. 

Con l’aggravante di essersi scagliato contro la vittima davanti al figlioletto di poco più di un anno, anche lui condotto al pronto soccorso per accertamenti, il quale sarebbe apparso ai medici in stato di grande agitazione per avere assistito ai maltrattamenti, motivo per cui gli sono state refertate lesioni personali giudicate guaribili in due giorni. 

L’imputato è difeso dall’avvocato Alberto Parroccini. La compagna si è invece costituita parte civile con l’avvocato Dominga Martines.

Le condotte vessatorie avrebbero subito una accelerazione durante l’estate di due anni fa, in seguito all’arrivo a Viterbo, dal suo paese d’origine, della figlia diciannovenne della compagna.

L’imputato si sarebbe convinto che la convivente volesse appropriarsi dei suoi beni, passando nell’arco di poche  settimane dalle parole ai fatti, sottoponendola prima a costanti vessazioni psicologiche e da ultimo esercitando nei suoi confronti violenza fisica.

L’ultimo episodio è stato quello in cui le ha spezzato le dita della mano. Il 56enne avrebbe afferrato energicamente la parte offesa alla mano destra  e, una volta che questa si era liberata dalla presa, l’avrebbe scaraventata sul letto, immobilizzandola ed impedendole di parlare facendole pressione con una mano sulla bocca, mentre la minacciava di morte.

Nel giro di poco più di un mese, il 15 novembre 2022, il pubblico ministero Paola Conti ha chiesto il giudizio immediato. La richiesta è stata accolta dal gip Savina Poli e l’uomo è finito a processo con l’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia e lesioni aggravate.

Silvana Cortignani


– Le spezza le dita e la minaccia di morte davanti al figlioletto di un anno, 55enne subito a processo


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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