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Viterbo - Un centinaio di studenti e una decina di docenti sotto palazzo dei Priori con lavagne e striscioni per chiedere al comune di risolvere subito il problema del gelo in aula e della nuova sede - Con loro anche i sindacati della scuola - FOTO

“Cpia via Saffi, facciamo lezione in piazza perché in classe fa più freddo e per avere uno spazio nostro”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Cpia via Saffi, facciamo lezione in piazza perché in classe fa più freddo e per avere uno spazio nostro”. Docenti e studenti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti in piazza del comune per protestare contro la situazione che stanno vivendo e chiedere all’amministrazione della sindaca Chiara Frontini di risolvere immediatamente il problema individuando subito una nuova sede.


Viterbo - La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti

Viterbo – La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti


In piazza lavagne appese alle transenne del Pnrr e una decina di docenti che fanno lezione di italiano. Con loro un centinaio di studenti provenienti da tutto il mondo e residenti in tutta la provincia. Assieme a docenti e studenti anche i sindacati di Cgil e Uil scuola e Snals, con i segretari generali, rispettivamente Maria Grazia Chetta, Silvia Somigli e Brunella Marconi. C’è anche il segretario generale della Uila, il sindacato dei braccianti agricoli, Antonio Biagioli.

Ad incontrare docenti e studenti il vice sindaco Alfonso Antoniozzi. La competenza della scuola è infatti del comune.

Chiediamo uno spazio autonomo – proseguono dicenti e studenti –. E spazio significa un posto che permetta di fare lezione sia la mattina che il pomeriggio. Non solo, ma la segreteria didattica deve essere all’interno della stessa struttura dato che i nostri studenti necessitano di essere accompagnati sin dalla fase di iscrizione. Visto che la maggior parte di loro non comosce la lingua italiana”.


Viterbo - La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti - Silvia Somigli

Viterbo – La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti – Silvia Somigli


“Meglio lezioni all’aperto che lezioni in classi fredde”, “A scuola fa freddo, preferiamo fare lezione all’aperto” e “la scuola è per tutti”. Sono soltanto alcuni degli striscioni portati dagli studenti in piazza. Scritti in più lingue. Studenti che hanno letto anche le parti della Costituzione dedicati al diritto allo studio e alla salute.

Le aule del Cpia sono al freddo da mesi perché una delle caldaie si è rotta e andrebbe sostituito un bruciatore. Dopodichè servono nuovi locali perché quelli dove si trova il Cpia adesso, in via Saffi, stanno per rientrare in possesso della provincia.

Il Cpia – ha sottolineato Silvia Somigli della Uil scuola – è un istituto importante per il territorio perché garantisce l’inclusione nella società da parte di realtà culturali e sociali differenti che devono trovare una sintesi istituzionale nel centro per il gli adulti per il quale le istituzioni devono attivarsi assolutamente per garantirne l’efficacia della vocazione per cui nasce. Affinché, alla fine del percorso, gli adulti che studiano possano essere inseriti nel tessuto sociale. Un diritto e un dovere per noi che li accogliamo. Quindi ne deriva che il comune di Viterbo deve trovare una soluzione immediata affinché vengano ripristinati gli spazi sia per tutelare il diritto all’apprendimento permanente sia per garantire i servizi di segreteria e di dirigenza che devono essere certamente strutturati in un unico ambiente idoneo, in rete, caldo e accogliente. Sia la mattina che il pomeriggio. Ci sono inoltre delle scuole di Viterbo che hanno degli ambienti a disposizione e che possono essere utilizzati. Una soluzione fondamentale perché gli attestati che la scuola rilascia servono a garantire permessi di soggiorno e posti di lavoro”.


Viterbo - La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti

Viterbo – La manifestazione del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti


“Da oltre un anno – ha spiegato Brunella Marconi dello Snals – siamo vicini alle sorti del Cpia di Viterbo, costretto a vivere una situazione di precarietà legata alla mancanza di certezza sulla individuazione della sede che dovrebbe ospitare docenti, personale Ata e utenza. Infatti già dallo scorso aprile, ovvero da quando la provincia ha comunicato al dirigente scolastico l’impossibilità di garantire l’utilizzo di palazzo Fani per lo svolgimento delle lezioni, abbiamo cercato di comprenderne le ragioni e di aiutare a trovare una soluzione. Se è vero che l’amministrazione comunale, per la prima volta dopo oltre un decennio, si è resa disponibile a prendere in carico il Cpia, è vero altresì che l’individuazione di una sede adeguata sta incontrando qualche difficoltà. Ad oggi è stata individuata la sede definitiva per il prossimo anno scolastico e una sistemazione temporanea per le lezioni pomeridiane sino a giugno, ma serve una soluzione per garantire anche il proseguo delle lezioni di mattina, dal momento che la provincia ha comunicato che la sede di palazzo Fani, a causa della mancanza di fondi per aggiustare l’impianto di riscaldamento, non è più disponibile per accogliere il Cpia”.

“La Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil – ha commentato Maria Grazia Chetta della Cgil – esprime la sua più ferma solidarietà agli studenti e alla comunità scolastica del Cpia di via Saffi a Viterbo, che da mesi affrontano lezioni senza riscaldamenti. Riteniamo che sia inaccettabile che la logica dei finanziamenti colpisca proprio le categorie più fragili e deboli della nostra società, giovani immigrati, lavoratori che nonostante le avversità della vita si stanno impegnando per conseguire un titolo culturale e che pertanto dovrebbero essere protette e tutelate. Tutti gli studenti in egual misura meritano un ambiente di apprendimento adeguato e dignitoso, e la mancanza di riscaldamento rappresenta una violazione dei loro diritti fondamentali. La situazione attuale non solo compromette il benessere degli studenti, ma crea anche un ambiente poco propizio all’apprendimento. Chiediamo con forza un incontro urgente con il Sindaco di Viterbo per discutere di soluzioni immediate e condivise che possano garantire condizioni di studio adeguate. La dignità degli studenti non può essere sacrificata a causa di limitazioni finanziarie, e siamo convinti che possano essere trovate soluzioni che rispettino il diritto all’istruzione di tutti”.

“La Flc Cgil – ha concluso Chetta – è pronta a collaborare attivamente per trovare una risposta adeguata a questa situazione e per garantire che gli studenti del Cpia ricevano un’istruzione dignitosa e di qualità. Auspichiamo che la questione sia risolta nel più breve tempo possibile per garantire una tranquillità lavorativa al personale docente e Ata e il proseguo delle attività, che rappresentano ormai una eccellenza nel panorama scolastico viterbese”.

Il Cpia, quelle che un tempo venivano chiamate le scuole serali, eroga corsi di alfabetizzazione della lingua italiana che all’interno del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue consentono di acquisire il livello A2, valido anche ai fini del permesso di soggiorno.

All’interno del Cpia si tengono corsi di primo livello, primo e secondo periodo didattico. Al termine del primo periodo didattico viene rilasciato il titolo di studio del primo ciclo di istruzione, ossia la licenza media. Alla fine del secondo periodo didattico, invece, gli studenti acquisiscono la certificazione delle competenze di base relative al primo biennio della secondaria di secondo grado e quindi all’obbligo scolastico. Sono circa 450 gli iscritti al Cpia di Viterbo, scuola che fa anch’essa capo al ministero dell’istruzione. La presenza giornaliera è di 70-80 studenti che ruotano su orari distinti in base ai diversi corsi frequentati. I minori sono 42, 53 le persone che posseggono già una laurea nel paese di provenienza. La maggior parte degli iscritti sono stranieri provenienti dall’Africa centrale (Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Nigeria), Asia (Bangladesh, Sri Lanka, Turchia, Afghanistan, Filippine), nord Africa (Tunisia, Marocco, Algeria), Europa dell’est (Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria) e sud America (Venezuela, Brasile, Colombia).

Daniele Camilli


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29 gennaio, 2024

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