Lo sciopero degli studenti del Cpia di via Saffi
Viterbo – “Cpia, abbiamo ordinato i pezzi ma non è una questione che si risolve dall’oggi al domani”. Il presidente della provincia Alessandro Romoli risponde alle richieste degli studenti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di via Saffi a Viterbo che l’altro giorno hanno fatto l’ennesimo sciopero per chiedere che la caldaia della scuola sia sistemata ed evitare così di fare lezione al gelo, costretti in aula ad indossare guanti, cappelli, giubbotti e a portarsi appresso riscaldamenti portatili per non morire di freddo.
“Siamo anche disponibili – ha poi sottolineato Romoli -, in accordo con il comune, competente per la scuola in questione, a farci carico delle spese di trasferimento del centro in altri locali e a sostenere, in quota parte con palazzo dei Priori, l’eventuale canone di locazione”.
La vicenda del Cpia di via Saffi è infatti più complessa e va oltre la questione stessa delle caldaie, cui mancherebbe un bruciatore da 15 mila euro per ritornare a funzionare. Con gli studenti che da novembre stanno sopportando le basse temperature invernali anche in classe.
Il presidente della provincia Alessandro Romoli
“Noi siamo proprietari dei locali – precisa Romali -, la competenza della scuola spezza invece al comune. Sono due anni che tentiamo di rientrare in possesso degli immobili provinciali destinati ad uffici e non a scuola. Per due ordini di ragioni. La prima è che dobbiamo fare dei lavori di consolidamento statico dell’edificio che in parte versa in condizioni di inagibilità. La seconda è che abbiamo bisogno di spazi per gli uffici e non possiamo affittarne altri quando ne abbiamo di nostri. All’interno della struttura ci sono poi dei materiali d’archivio dei settori ambiente e ed edilizia scolastica che dobbiamo consultare quotidianamente”.
Il Cpia, quelle che un tempo venivano chiamate le scuole serali, eroga corsi di alfabetizzazione della lingua italiana che all’interno del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue consentono di acquisire il livello A2, valido anche ai fini del permesso di soggiorno.
All’interno del Cpia si tengono corsi di primo livello, primo e secondo periodo didattico. Al termine del primo periodo didattico viene rilasciato il titolo di studio del primo ciclo di istruzione, ossia la licenza media. Alla fine del secondo periodo didattico, invece, gli studenti acquisiscono la certificazione delle competenze di base relative al primo biennio della secondaria di secondo grado e quindi all’obbligo scolastico.
Viterbo – Il Cpia di via Saffi
C’è poi un’ampia gamma di interventi per l’ampliamento dell’offerta formativa, come i laboratori di lingua e di informatica, progetti finanziati con fondi Pon e Fami. Tra questi ultimi, il Fami, cioè il Fondo asilo migrazione e integrazione permette tra gli altri, di erogare corsi di B1 per chi vuole acquisire un livello di competenza più elevato. Il B1, insieme alla licenza media o ad altro titolo di studio rilasciato da una scuola riconosciuta dal ministero dell’istruzione, è valido anche per ottenere la cittadinanza.
“Abbiamo soprasseduto per due anni dal rientrare in possesso del bene – prosegue Romoli – proprio per dare tempo al preside di poter individuare, assieme al comune che è competente in materia di Cpia, uno spazio adeguato per far fronte alle esigenze della scuola. Da ultimo c’è anche un decreto, in accordo con l’assessore comunale competente Alfonso Antoniozzi, con cui la provincia è disposta a farsi carico delle spese dei nuovi locali, sostenendo l’eventuale canone di locazione, in quota parte per tutto ciò che ci riguarda”.
“Con il Cpia abbiamo una collaborazione già in tante altre scuole, a partire da Civita Castellana, Orte e Tarquinia. Il contratto di locazione con il Cpia è stato rescisso da tempo, a norma di legge. E sono due anni – ribadisce il presidente di palazzo Gentili – che chiediamo di riprendere quegli spazi dove dobbiamo fare anche dei lavori. Spetta al comune trovare dei nuovi locali. Da parte nostra massima collaborazione. Oggi c’è pure un problema con le caldaie. Abbiamo chiesto il preventivo per poter ripristinare il bruciatore e ordinato i pezzi, difficili, fra l’altro, da reperire. Ma non è un problema che si risolve dall’oggi al domani”.
Viterbo – Gli studenti del Cpia in classe durante una lezione
Sono circa 450 gli iscritti al Cpia di Viterbo, scuola che fa anch’essa capo al ministero dell’istruzione. La presenza giornaliera è di 70-80 studenti che ruotano su orari distinti in base ai diversi corsi frequentati. I minori sono 42, 53 le persone che posseggono già una laurea nel paese di provenienza. La maggior parte degli iscritti sono stranieri provenienti dall’Africa centrale (Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Nigeria), Asia (Bangladesh, Sri Lanka, Turchia, Afghanistan, Filippine), nord Africa (Tunisia, Marocco, Algeria), Europa dell’est (Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria) e sud America (Venezuela, Brasile, Colombia).
L’assessore del comune di Viterbo Alfonso Antoniozzi
“C’è la precisa volontà da parte del comune di farsi carico della primaria e secondaria di primo grado del Cpia – spiega infine l’assessore alla cultura e vicesindaco del comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi -. Questo fa parte di un accordo che abbiamo avuto con la provincia. Ci sarà poi una manifestazione d’interesse che porterà all’individuazione di un immobile destinato ad ospitare temporaneamente il centro. Abbiamo un incontro in settimana con l’amministrazione provinciale e il prefetto per concludere la faccenda in maniera definitiva”.
Daniele Camilli
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