Lo sciopero degli studenti del Cpia di via Saffi
Viterbo – “Guanti, cappotti e riscaldamenti portatili, 450 studenti del Cpia costretti a fare lezione al freddo e al gelo da mesi”.
Irina Kolesnikova è la rappresentante degli studenti del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di via Saffi che ieri mattina hanno scioperato per l’ennesima volta e incontrato i tecnici di palazzo Gentili per trovare una via d’uscita che permetta agli iscritti del centro di fare lezione senza dover congelare.
“L’edificio in cui ci troviamo – spiega Kolesnikova – è della provincia, ma la competenza riguardo alla scuola, essendo un istituto secondario di primo grado, è del comune. Sono mesi che i riscaldamenti non funzionano perché una delle due caldaie è rotta. In provincia ci dicono che si tratta di un bruciatore, pezzo che pare non si riesca a trovare e che costa 15 mila euro. Intanto noi siamo costretti a fare lezione con guanti, cappotti e riscaldamenti portatili. E non ci sono solo maggiorenni, ma anche diversi minori che studiano in questa situazione. Spero che ci ascoltino, altrimenti continueremo con la nostra mobilitazione”.
Viterbo – Irina Kolesnikova
Il Cpia, quelle che un tempo venivano chiamate le scuole serali, eroga corsi di alfabetizzazione della lingua italiana che all’interno del Quadro comune europeo di riferimento delle lingue consentono di acquisire il livello A2, valido anche ai fini del permesso di soggiorno.
All’interno del Cpia si tengono corsi di primo livello, primo e secondo periodo didattico. Al termine del primo periodo didattico viene rilasciato il titolo di studio del primo ciclo di istruzione, ossia la licenza media. Alla fine del secondo periodo didattico, invece, gli studenti acquisiscono la certificazione delle competenze di base relative al primo biennio della secondaria di secondo grado e quindi all’obbligo scolastico.
Viterbo – Lo sciopero degli studenti del Cpia di via Saffi
C’è poi un’ampia gamma di interventi per l’ampliamento dell’offerta formativa, come i laboratori di lingua e di informatica, progetti finanziati con fondi Pon e Fami. Tra questi ultimi, il Fami, cioè il Fondo asilo migrazione e integrazione permette tra gli altri, di erogare corsi di B1 per chi vuole acquisire un livello di competenza più elevato. Il B1, insieme alla licenza media o ad altro titolo di studio rilasciato da una scuola riconosciuta dal ministero dell’istruzione, è valido anche per ottenere la cittadinanza.
Viterbo – Il Cpia di via Saffi
“Vogliamo solo studiare – prosegue Kolesnikova – ma con questo freddo non ci riusciamo. E se non abbiamo le certificazioni necessarie al termine del percorso scolastico rischiamo di andare incontro anche a tutta una serie di conseguenze in termini di lavoro e permessi di soggiorno. Infine, e non è di secondaria importanza, studio e salute sono due diritti fondamentali sanciti espressamente dalla costituzione italiana”.
Gli studenti, tanti quelli che hanno preso parte allo sciopero, tenevano in mano un cartello con su scritto: “Non vogliamo morire di freddo”.
Viterbo – Lo sciopero degli studenti del Cpia di via Saffi
Sono circa 450 gli iscritti al Cpia di Viterbo, scuola che fa anch’essa capo al ministero dell’istruzione. La presenza giornaliera è di 70-80 studenti che ruotano su orari distinti in base ai diversi corsi frequentati. I minori sono 42, 53 le persone che posseggono già una laurea nel paese di provenienza. La maggior parte degli iscritti sono stranieri provenienti dall’Africa centrale (Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Nigeria), Asia (Bangladesh, Sri Lanka, Turchia, Afghanistan, Filippine), nord Africa (Tunisia, Marocco, Algeria), Europa dell’est (Russia, Ucraina, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ungheria) e sud America (Venezuela, Brasile, Colombia).
Daniele Camilli
– “Cpia via Saffi, stiamo morendo di freddo perché il riscaldamento non funziona da mesi”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY