Viterbo – La regione Lazio aveva chiesto al comune di Viterbo “di valutare l’opportunità di sospendere la manifestazione d’interesse” sullo stadio Rocchi di via della Palazzina, comunicando “la necessità di avviare le procedure di regolarizzazione dello stesso”.
È quanto risulta da una lettera spedita al comune tramite Pec, l’11 agosto 2023, dalla direzione regionale bilancio, governo societario, demanio e patrimonio, area gestione dei beni patrimoniali e demaniali.
La sindaca Chiara Frontini
Giovedì scorso il consiglio comunale straordinario sul Rocchi e il campo sportivo del Pilastro, Vincenzo Rossi. Il secondo, ridotto in uno stato pietoso, pertinenza del primo che manifesta anch’esso evidenti segni di degrado.
Durante la seduta, i tifosi hanno chiesto di fare subito un bando per la gestione e l’utilizzo dello stadio e di risolvere nell’immediato la questione della proprietà, oggi ancora della regione, nonostante alla Pisana tutto il consiglio regionale, su proposta del consigliere Daniele Sabatini (FdI), abbia messo a disposizione la struttura a patto che l’amministrazione comunale decida di acquisirla.
“Resta inteso che – ha inoltre precisato la regione Lazio in una lettera inviata il 2 novembre alla sindaca Chiara Frontini – qualora gli immobili da acquisire ovvero da assumere in comodato d’uso, non risultassero censiti in catasto, il comune avrà l’obbligo di effettuare, preventivamente e a sua cura e spese, le relative pratiche di accatastamento e di attestare, con proprio provvedimento, la conformità urbanistica, edilizia e catastale dei medesimi immobili”.
Sport – Calcio – Incuria allo stadio Rocchi
“Le soluzioni le sapete già – ha precisato Frontini durante il consiglio comunale di giovedì passato -, acquisire definitivamente la proprietà dello stadio e fare una gara europea”. Detto ciò, ai tifosi che le chiedevano tempi certi, le risposte sono state evasive. L’unica cosa certa: “A marzo – ha risposto la sindaca – è impossibile che ci sia l’esito della gara”. Ed è a marzo che le società sportive iniziano a preparare la stagione calcistica successiva.
“Grazie alla regione Lazio possiamo acquisire la proprietà del Rocchi – ha spiegato popi l’assessore allo sport e all’urbanistica Emanuele Aronne -. Ma lo stadio deve essere accatastato e non lo può accatastare il comune ora. Altrimenti lo avremmo già fatto. Dopodiché lo stadio Rocchi non può essere affidato direttamente. Con il dirigente ci siamo subito attivati per preparare il futuro. E il futuro si chiama gara europea”.
Per quanto riguarda poi il campo Vincenzo Rossi, che oggi versa in uno stato pietoso: “L’ideale – ha sottolineato Aronne – sarebbe stato darlo in gestione subito, separatamente. Ma essendo di pertinenza del Rocchi si è aspettato fino all’ultimo momento possibile. Per darlo in affidamento separatamente va fatta una delibera per togliere la pertinenza”.
Viterbo – Consiglio straordinario sullo stadio Rocchi
“In riferimento all’oggetto (terreno di proprietà regionale ubicato in Viterbo, via Cassia nord snc, stadio comunale Enrico Rocchi di Viterbo) – scrive la regione Lazio al comune -, relativo al terreno accatastato Nceu di Viterbo Fg. 168 part. 1 (Stadio) ex Gi trasferito alla regione in proprietà con verbale prot. n. 5381 del 23.06.1978 a seguito del Dpr n. 616/77, l’amministrazione regionale comunica la necessità di avviare le procedure di regolarizzazione dello stesso, anche sulla base delle interlocuzioni effettuate negli anni precedenti ed interrotte. A tal fine, si chiede a codesta amministrazione comunale di rinnovare la richiesta di stipula di contratto a canone ricognitorio ex Lr n. 9/2005, richiesta già inoltrata alla direzione regionale bilancio, governo societario, demanio e patrimonio con nota n. 33055 del 12/05/2005 ed acquisita al protocollo regionale con il numero 260284 del 18/05/2005”.
“Nelle more del perfezionamento dell’iter amministrativo inerente tale regolarizzazione – prosegue la mail della regione -, si chiede altresì all’amministrazione comunale, che ha avviato una manifestazione d’interesse di partecipazione a procedura negoziata ai sensi dell’art. 36 del Dlgs 36/2023 per l’affidamento in concessione della gestione dell’impianto di cui sopra, di valutare l’opportunità di sospendere al momento il successivo iter procedimentale di tale manifestazione d’interesse, fino alla conclusione di tale regolarizzazione”.
Daniele Camilli
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