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“Molti agricoltori non credono più nelle istituzioni…”

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Viterbo – “Molti agricoltori non credono più nelle istituzioni. Siamo qui per convincere chi è rimasto a casa a raggiungerci per proseguire insieme la protesta in maniera civile”. Marco Chini è titolare di un’azienda di Acquapendente. Ieri era nella delegazione che ha incontrato il prefetto Gennaro Capo e tra i manifestanti che hanno bloccato il traffico con i trattori lungo la Cassia nord e in via Garbini.

“La mia – spiega Chini – è un’azienda biologica che produce nocciole, frutti rossi, more e lamponi, cereali. Abbiamo anche un campo sperimentale di frutta per intercettare in maniera corretta il mutamento climatico.


Viterbo - Marco Chini

Viterbo – Marco Chini


Primo giorno di manifestazione con il blocco del traffico lungo la Cassia nord, via Garbini e rotonda del centro commerciale. Che farete da qui in avanti?
“Adesso una delle cose più importanti è convincere le centinaia di agricoltori che sono rimasti a casa. E sono rimasti a casa perché non credono ad azioni di questo tipo”. 

Quali sono le aziende agricole che stanno prendendo parte alla protesta?
“Ci sono aziende molto diverse tra loro. Noi veniamo dall’alto Lazio e molti di noi sono aziende biologiche. Ma se siamo tutti qui, nonostante le differenze, vuol dire che la situazione è molto grave. Perché i conti non tornano più. E adesso stiamo cercando di sintetizzare le nostre richieste all’interno di un manifesto”.

È previsto quindi un manifesto da sottoporre alle istituzioni?
“Sì, con tutta una serie di punti e stiamo cercando di mettere insieme tutte le richieste ed esigenze. Alla base di tutto ci sono delle politiche europee che non sono attuabili da nessuno. Sia da chi ha scelto la politica del biologico, e ha abbracciato la filosofia del new green deal, sia da chi è rimasto convenzionale. L’agricoltura è una realtà molto lenta, difficile da comprendere da un mondo che va così veloce. E siccome è una realtà che procede lentamente, al ritmo con cui stanno spingendo i cambiamenti sarà difficile trovare qualcuno che si adeguerà. Con il rischio che le piccole e medie aziende collasseranno per lasciare il posto alle grandi e grandissime aziende. Oppure resteranno delle piccole aziende-vetrina dove qualcuno molto ricco a cui piace questo tipo di attività si potrà permettere di spendere milioni di euro per costruire un’azienda che economicamente non è sostenibile. A quel punto diventa un hobby, non un lavoro. Ma il fatto vero è che le istituzioni si sono allontanate troppo dalla realtà dei fatti o non si rendono conto in che stato versano le aziende”.


Viterbo - Trattori bloccano la Cassia nord

Viterbo – Trattori bloccano la Cassia nord


Quali sono le principali richieste che fate alle istituzioni?
“Si è parlato del gasolio agricolo, della Pac e di tutta una serie di cose che anche tra chi protesta è vissuta in maniera contraddittoria. La Pac viene vista da un certo tipo di agricoltori come una specie di elemosina di stato, quando invece l’imprenditore agricolo vorrebbe vivere mille volte del proprio lavoro. Potendo però vendere a un prezzo che garantisce un margine di profitto. Per quanto riguarda poi il gasolio, gli agricoltori cercano di ridurre al minimo il consumo, ma già così com’è, rispetto a qualche anno fa, è letteralmente raddoppiato, passando da 60 centesimi al litro a un euro e venti. Se dovesse levare anche gli aiuti di stato sul gasolio sarebbe veramente controproducente. Se le istituzioni vogliono che smettiamo di produrre, ce lo dicano chiaramente. Nell’immediato, infine, chiediamo alle istituzioni di non attuare tutta una serie di cose che porterebbero al collasso del sistema”.

Ad esempio?
“Ad esempio i contributi e gli aiuti sul gasolio. Dopodiché di rendersi conto che il cambiamento non può essere attuato in pochi anni. Perché tutto ciò comporterebbe degli investimenti che non ci possiamo permettere. Quindi abbiamo bisogno di tempo e di aiuti. Molte aziende sono interessate a un’evoluzione dell’agricoltura in direzione ecosostenibile, ma le contraddizioni sono tante con direzioni contrastanti, soprattutto nelle politiche europee, che lasciano gli agricoltori in balia delle loro ansie. In più c’è tutto il discorso del ricambio generazionale”.

In che termini?
“Gli agricoltori più grandi non hanno chi li sostituisce. E ai giovani che non vogliono proseguire il lavoro dei loro genitori do anche ragione perché vedono cosa sta succedendo alla generazione di mezzo che sta andando molto male. Perché dovrebbero investire in un’attività che ai loro occhi è fallimentare? E se manca il ricambio generazionale ci sarà uno svuotamento completo del comparto agricolo. Si parla tanto del made in Italy, tolte di mezzo le piccole e medie aziende, questa qualità a chi la lasciamo in mano? Alle multinazionali?”.


Viterbo - Trattori bloccano la Cassia nord

Viterbo – Trattori bloccano la Cassia nord


La vostra è una manifestazione spontanea? Le organizzazione di categoria vi hanno sostenuto?
“Sì, è una manifestazione spontanea senza l’appoggio delle organizzazioni di categoria. Molti di noi neanche si conoscevano fino ad oggi. Il dispiacere più grande è che molti di noi sono rimasti a casa perché non credono più che manifestare sia una soluzione. Noi siamo qui per convincere chi è rimasto a casa a raggiungerci per proseguire insieme la protesta in maniera civile”.

Come è nata la protesta? Come vi siete organizzarti?
“La manifestazione è nata dalle chat su whatsapp con scambi di informazioni. Poi le proteste che ci sono state in Germania e in Olanda hanno stimolato e aiutato gli agricoltori ad esprimere il proprio disagio. Il malessere è profondo”.

Cosa potrebbe accadere se riuscirete a portare alla manifestazione anche chi ha deciso di restare a casa?
“Noi speriamo che il numero delle persone che protestano diventi importante e continuo. A quel punto le istituzioni dovranno per forza ascoltarci. Dobbiamo essere bravi noi a spiegare nella maniera più lucida possibile quelle che sono le priorità in campo”.


Viterbo - Agricoltori in protesta lungo la Cassia nord

Viterbo – Agricoltori in protesta lungo la Cassia nord


Blocco del traffico lungo la Cassia nord e via Garbini, non temete di entrare in contrasto con i cittadini e gli automobilisti?
“Purtroppo quando si fanno queste manifestazioni per forza rompe le scatole. Noi pensiamo però che sia a fin di bene perché la questione riguarda tutti. La scomparsa di un certo tipo di agricoltura è un danno enorme alla salute di tutti gli italiani. Quindi, ai cittadini chiediamo intanto scusa e comprendiamo che c’è chi va a lavorare o più semplicemente si deve muovere. Tuttavia chiediamo alle persone di riflettere un minuto e pensare che se gli agricoltori che, molto di rado manifestano, si fermano e trascurano la loro attività c’è un motivo molto serio”. 

Gli agricoltori che stanno manifestando vengono da tutta la provincia?
“In generale sì, soprattutto dal comune di Viterbo. Noi ad esempio veniamo dall’alta Tuscia, da Acquapendente e Torre Alfina. Ci sono produzioni molto differenti legate alla piccola e media azienda familiare che fa un prodotto di qualità e che oggi è in profonda difficoltà”. 

Sono previste altre iniziative?
“Stiamo andando un po’ alla giornata e stiamo discutendo su come vogliamo continuare cercando di coinvolgere chi è rimasto a casa. E sono rimasti a casa perché molti agricoltori non credono più nelle istituzioni”.

Daniele Camilli 


Multimedia: Fotocronaca: Trattori alla rotonda del centro commerciale e via Garbini – Traffico bloccato dai trattori sulla Cassia nord – Agricoltori in protesta lungo la Cassia nord – Orte: la protesta degli agricoltori – Video: Gli agricoltori bloccano il traffico – Trattori e bandiere, la protesta degli agricoltori al casello di Orte e a Viterbo sulla Cassia

Articoli: Gli agricoltori bloccano il traffico anche alla rotonda del centro commerciale e a via Garbini: “La protesta andrà avanti tutta la settimana” – Gli agricoltori bloccano la Cassia nord con i trattori – “Agricoltori in protesta sulla Cassia nord… Basta, con questi costi non campiamo più”


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