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Rave party sul lago di Mezzano, rinviato all’anno prossimo il processo all’unico imputato su diecimila partecipanti

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Valentano – L’uomo dei record sarà processato se va bene fra un anno, il 14 gennaio 2025. Imputato di invasione di terreni in concorso. Con se stesso.  Nei guai perché, per dare un passaggio a un amico, violò l’obbligo di dimora a Viterbo e fu identificato dalle forze dell’ordine. Che gli contestarono entrambi i reati.

È l’imbucato al rave party sul lago di Mezzano. L’unico fra i diecimila partecipanti a finire nei guai per avere preso parte al maxi raduno di Ferragosto di tre anni fa.

Un rinvio da record quello dell’udienza in programma ieri, che va ad aggiungersi al precedente record assoluto conquistato da Adurel Karafili, il pregiudicato 36enne d’origine albanese, attualmente in carcere per altra causa, accusato di invasione di terreni in concorso davanti al giudice monocratico del tribunale di Viterbo pur essendo l’unico. 


 


Era la settimana di Ferragosto del 2021 quando migliaia di giovani provenienti da tutta Europa, tra cui un 24enne che ha perso la vita annegando nelle acque del microscopico bacino, infischiandosene del Covid, occuparono 30 ettari di terreno agricolo tra un mare di musica e polemiche.

Adurel Karafili, che di chilometri non ne ha fatti centinaia ma solo una trentina, ci sarebbe capitato per caso. Sottoposto all’obbligo di dimora a Viterbo, la sera della vigilia di Ferragosto avrebbe violato la misura cautelare per andare a recuperare un amico che gli aveva chiesto se poteva dargli un passaggio per tornare a casa.

Sarebbe andato con una macchina che non era la sua e anche senza patente. Quando è giunto sul posto, l’area era già “cinturata” da un cordone invalicabile di forze dell’ordine. Il 36enne avrebbe allora aggirato l’ostacolo, all’andata, imbucandosi al rave party passando per le stradine sterrate delle campagne circostanti. Salvo uscire dal “cancello principale” il giorno dopo, al ritorno.

Era il 15 agosto e lo hanno bloccato in località Marabò. Una ingenuità che gli è costata cara, in quanto è stato immediatamente fermato, identificato e denunciato, sia per l’invasione dei terreni che per essersi allontanato da Viterbo. 

Adurel Karafili, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è il solo su un totale stimato di diecimila partecipanti ad essere finito a giudizio. Con citazione diretta, per invasione di terreni. Per l’appunto in concorso, come si legge sul capo d’imputazione. Parti offese, per chi non lo ricordasse, Piero e Vincenzo Camilli, locatari dei terreni, i quali sostennero di avere subito 300mila euro di danni.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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