Viterbo – “Tuscia in bio, tra sacrifici e sforzi abbiamo il mercato coperto dentro le mura… Alberto Valentini ne andrebbe fiero”. Fabrizio Fiorucci, presidente del mercato contadino e biologico alla pensilina del Sacrario traccia un bilancio e l’andamento dell’iniziativa “Degustiamo il Natale” targata Tuscia in bio. Presenti anche Francesco Amendola, presidente della Cooperazione contadina e Luigi Pagliaro di Slow food Viterbo.
Viterbo – Tuscia in bio – Da sinistra: Fabrizio Fiorucci, Luigi Pagliaro e Francesco Amendola
Si è concluso ieri, 7 gennaio, la prima edizione del mercato biodiverso in versione natalizia firmato Tuscia in bio e Ancit con il contributo della regione Lazio e di Astral patrocinato dal comune di Viterbo. Una varietà di prodotti biologici locali della Tuscia di aziende viterbesi ha ravvivato lo spazio Pensilina al Sacrario dove dal 6 dicembre sono stati esposti banchi per far conoscere e far degustare le prelibatezze del territorio ai viterbesi e ai turisti in città.
Al termine di ogni evento, per gli ospiti un buffet ricco di specialità provenienti dall’agricoltura biologica. Dalle verdure di cooperazione Contadina ai salumi dell’azienda agricola Manca, dal formaggio de La cascina delle Pantane ai particolari prodotti a base di lumache prodotti dall’azienda agricola Castellani.
Fabrizio Fiorucci, il presidente di Tuscia in bio, ha spiegato ai presenti di cosa si occupa e quali sono i progetti futuri del mercato contadino e biologico della Tuscia. Questa riuscita è stata dedicata ad Alberto Valentini, produttore agricolo e presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia.
Valentini è stato per il territorio viterbese un pioniere dell’agricoltura biologica e sperimentatore di tecniche agronomiche che lo hanno portato a collaborare con prestigiose università italiane e a essere apprezzato ben oltre i confini regionali per le qualità dei suoi prodotti e per le attività di agricoltura sociale. Noto anche nel mondo Slow Food, dove da oltre dieci anni era impegnato in prima linea fino a essere nominato Fiduciario della Condotta di Viterbo.
Viterbo – Tuscia in bio alla pensilina del Sacrario
“Ringrazio Alberto Valentini, un uomo che, purtroppo, non c’è più… Se sono qui è grazie a lui che mi ha indirizzato e fatto conoscere il progetto di Slow Food. È grazie a lui – ha ribadito Fiorucci commosso -, che mi sono avvicinato a questo mondo. Alberto aveva nel cuore l’idea di creare un mercato coperto dentro le mura. Ci siamo riusciti e questo traguardo è dedicato a lui. Senza il suo supporto e incoraggiamento non saremo arrivati a ciò che abbiamo realizzato qui alla Pensilina del Sacrario. Sarebbe fiero e contento di noi”.
“Tuscia in bio nasce come mercato di terra con una manciata di produttori – ha spiegato Fiorucci -. Abbiamo iniziato con delle difficoltà e pian piano ci siamo ingranditi mettendo in campo diverse iniziative. Abbiamo realizzato un bel progetto a Valle Faul due anni fa nel mese di ottobre, abbiamo ripetuto l’evento a piazza del Sacrario e siamo arrivati fin qui allo spazio della pensilina. Grazie al comune che ci ha aiutato a valorizzare questo spazio chiuso. Per noi è molto importante”.
Viterbo – Tuscia in bio alla pensilina del Sacrario
“Con i mercatini del mercoledì siamo riusciti a portare avanti il progetto – ha sottolineato il presidente di Tuscia in bio -. In questo periodo natalizio, ci siamo abbracciati al mondo della cultura e dell’arte. Mostre ed esposizioni fotografiche hanno riempito la sala e alcuni quadri sono stati appesi tra i banchi esposti di cibo di alta qualità della nostra terra. Un viaggio tra arte e cultura culinaria”.
La parola è passata a Francesco Amendola presidente di Cooperazione contadina e collaboratore di Tuscia in bio.
“È stata una cavalcata anche quest’anno, è stato un crescendo – ha sottolineato -. La prima settimana è stata dura. Anche per noi che ci siamo addentrati per la prima volta in uno spazio come la pensilina, l’organizzazione non è stata semplice, anzi a spese nostre abbiamo risolto anche alcuni problemi tecnici. Difficile è stata la comunicazione, non sapevamo come farci notare tra la passeggiata allestita per il Natale fuori e lo spazio dentro. Pian piano poi, i consumatori incuriositi, ci sono venuti a trovare”.
Viterbo – Tuscia in bio alla pensilina del Sacrario
“Il nostro obiettivo è rianimare un luogo che non era conosciuto ai viterbesi e valorizzare uno spazio chiuso come questo – ha continuato Amendola -. A livello comunicativo, è stato un po’ complicato. Non sapevamo come attrarre la gente. Pian piano i consumatori si sono accorti della nostra presenza e ci hanno apprezzato. Abbiamo bisogno di luoghi di comunità, cancellati dalla nuova urbanistica che ha spazzato via diversi spazi di condivisione, unione e di confronto. In queste settimane, abbiamo respirato l’aria dello stare insieme. Noi vogliamo far rivivere questi momenti con le nostre iniziative e i progetti. Ci auguriamo che il mercato sia un luogo per le famiglie. I genitori possono fare spesa, confrontarsi con i produttori e gli agricoltori. Per i piccoli, invece, mentre i grandi fanno compere, abbiamo organizzato attività ludiche alla scoperta del mondo alimentare. Grazie alla ludoteca dell’Arci, abbiamo iniziato a sperimentare anche questo intrattenimento educativo per i bambini”.
“L’educazione alimentare per i piccini è un cavallo di battaglia del 2024 – ha ribadito Amendola -. Daremo aiuti al piccolo agricoltore, formandoci. Tuscia in bio è un gruppo di lavoro che si occupa dell’agricoltura. Un gruppo che salvaguarda e protegge la categoria degli agricoltori. Ci sono volontari che si fanno un mazzo per realizzare manifestazione ed eventi a tema. E vedere i risultati, per noi è come essere ripagati dalle nostre fatiche. Ci crediamo in questo progetto e finché riusciremo lo porteremo avanti con forza e impegno”.
Uno dei propositi dell’amministrazione Frontini è portare il mercato coperto dov’era in epoche passate: alla sede dell’ex tribunale in piazza Fontana Grande.
Silvio Franco
All’incontro presente anche l’assessore comunale allo Sviluppo economico Silvio Franco.
“La riqualificazione di piazza Fontana Grande è un progetto che fa parte della candidatura di Viterbo a Capitale europea della Cultura del 2033 – ha spiegato Franco -. Avere una struttura come il mercato di terra e agroalimentare lì, per l’amministrazione, significa dare un valore aggiunto alla visione culturale del territorio. Noi ci abbiamo creduto fin da subito e contribuiremo affinché possa il progetto durare nel tempo e far conoscere la città”.
Verso la conclusione, è intervenuta anche la sindaca Chiara Frontini.
Chiara Frontini
“Il mercato coperto nasce dalla necessità condivisa sia dell’amministrazione che degli agricoltori di creare luoghi di ritrovo per la comunità – ha spiegato la prima cittadina -. Luoghi in cui confrontarsi e dove c’è una produzione alimentare a servizio dell’uomo. Avere feedback positivi dai produttori sulla riuscita dell’iniziativa, per noi dell’amministrazione è una spinta a investire ancora di più su questo progetto. Vogliamo riportare il mercato di terra alla sede dell’ex Corte d’assise in piazza Fontana Grande, dove era all’origine. Lavoreremo sodo affinché la città dei Papi torni ad avere un mercato biologico dentro le mura, perché deve essere una proposta permanente per i viterbesi e un valore aggiunto per i turisti che ci vengono a trovare. Vogliamo che Tuscia in bio rappresenti un mercato di produzione locale eccellente e di alta qualità per Viterbo”.
“Che il 2024 – ha augurato Frontini – sia un anno di lancio per Tuscia in bio nella città dei Papi ma anche un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti. Le idee ci sono, siamo in sinergia con gli agricoltori, c’è coesione”.
La novità. L’esposizione agroalimentare di Tuscia in bio resterà alla pensilina del Sacrario e sarà il primo mercato coperto della città di Viterbo.
Ogni mercoledì, a partire dal 10 gennaio, il mercato coperto targato Tuscia in bio sarà aperto dalle 15 alle 19,30 fino ad aprile.”Ci impegneremo per aprire anche durante il weekend, ci vuole tempo e lavoro”, ha concluso Fabrizio Fiorucci.
Federica Focaracci
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