Viterbo – Violenza sessuale ai danni di una studentessa, al via il processo a Luigi Sepiacci, all’epoca dei fatti contestati direttore dell’Accademia di belle arti Lorenzo da Viterbo. Avrebbe chiesto “favori” alla presunta vittima per evitare che la sua laurea venisse rinviata.
Luigi Sepiacci – Una studentessa lo accusa
Ieri è stato il giorno dell’ammissione delle prove, davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, ma perché la fase istruttoria entri nel vivo bisognerà però aspettare il prossimo mese di novembre quando sarà ascoltata per prima la parte offesa.
La studentessa si è costituita parte civile con l’avvocato Dominga Martines, che assiste anche l’altra parte civile, ovvero l’associazione Ponte Donna. L’imputato è invece difeso dagli avvocati Giovanni Labate e Domenico Di Tullio.
Secondo l’accusa Luigi Sepiacci, 78enne originario di Roma, “quale direttore dell’Accademia delle belle arti Lorenzo da Viterbo, con violenza” avrebbe abusato dei suoi poteri e violato “i doveri inerenti al servizio svolto”.
Sepiacci avrebbe ricevuto una studentessa nel suo ufficio, all’interno della struttura accademica, “convocata – secondo l’accusa – per un problema nell’ultimo esame del corso, che le avrebbe impedito il conseguimento della laurea nella sessione del 23 febbraio 2023, riferendole che era disposto ad aiutarla e che bisognava trovare un modo per ‘convincerlo’, ribadendo che il materiale – portato dalla studentessa per l’esame – non era sufficiente e che per non rimandare la laurea bisognava trovare una soluzione”.
Ad accogliere la richiesta di giudizio immediato del pubblico ministero Michele Adragna è stato il giudice per le indagini preliminari Giacomo Autizi. Indagini lampo e processo subito per fatti risalenti al 20 febbraio dell’anno scorso.
L’allora direttore dell’Accademia avrebbe costretto la studentessa a subire atti sessuali in più riprese. Secondo l’accusa, infatti, Sepiacci avrebbe preso la mano della studentessa, “con azione improvvisa e repentina”, e l’avrebbe portata “sui propri genitali, ivi trattenendola, e ripetendo tale azione forzosa dopo che la ragazza aveva distolto la mano in segno di evidente dissenso, continuando a dirle che era necessario che lo ‘aiutasse a trovare una soluzione‘”.
Si è poi arrivati all’imputazione attraverso una serie di riscontri emersi nel corso dell’indagine, durante la quale sono state ascoltate altre persone, acquisite registrazioni e contenuti di telefonini.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
