Viterbo – Elezioni provinciali, consultazione per pochi. Al rinnovo del consiglio, il prossimo 17 marzo sono chiamati sindaci e consiglieri comunali dei sessanta comuni della Tuscia. Non votano, invece, gli assessori che seppure eletti, per entrare in giunta hanno dovuto dimettersi da consiglieri. Accade nelle amministrazione più grandi, come Viterbo.

Consiglio provinciale
Consultazioni di secondo grado che chiameranno alle urne 748 persone. E se nelle normali elezioni il voto di ciascun cittadino vale quanto quello di un altro, per le provinciali non è così.
La scheda riposta nelle urne ha un peso diverso, in base al comune d’appartenenza. Ogni voto ha un suo coefficiente e vale tanto di più, quanta è più alta la popolazione in cui amministra.
In base a determinate fasce. La A (scheda azzurra) con popolazione fino a tremila abitanti ha 348 elettori. La B, fino a cinquemila (scheda arancione) ne ha 130. La C, fino a diecimila abitati (scheda grigia) sono 169.
La D comprende i comuni fino a 30mila abitanti (scheda rossa) e gli amministratori elettori sono 68.
Infine, la fascia E, (Scheda verde), fino a centomila abitanti. Sono 33, in pratica tutti i consiglieri e la sindaca del comune di Viterbo, unico centro che rientra nel (mono)raggruppamento che ha più popolazione e quindi il peso maggiore in termini di voto, rispetto agli altri.
Giuseppe Ferlicca
– De Santis e Ciarlanti, Achilli e Sorrentino, il totonomi per le provinciali è servito