Vittorio Sgarbi e Chiara Frontini
Viterbo – È tempo che la sindaca Chiara Frontini eviti di continuare a “picconare” la giunta da lei guidata. E sì perché, va detto, che l’unica che sta minando pesantemente la stabilità dell’amministrazione è proprio la sindaca Frontini, con le sue dichiarazioni di fronte a un’ottantina di persone e non solo. Ricordate le dichiarazioni sulla “discreta forzatura” per lo stadio Rocchi e sulla signora Maria, che probabilmente l’ha votata e che dovrebbe smetterla di “sfracassare i coglioni” con le lamentele? Ebbene la sindaca dovrebbe cessare di parlare e agire a sproposito. Con una metafora: basta vestiti rosa ai funerali.
La sindaca dovrebbe evitare di minare la sua stessa giunta, che pure vede due o tre assessori che lavorano sodo. La sindaca con il suo icastico linguaggio direbbe “si fanno il mazzo”. Quando si dice l’eleganza istituzionale di chi ha un ruolo importante. Un’eleganza che perfino Piero Camilli ha voluto stigmatizzare in un’intervista rilasciata al nostro giornale.
Milano – Chiara Frontini vestita di rosa con Vittorio Sgarbi al funerale di Silvio Berlusconi
Ora è venuto il tempo di far dimettere l’inutile e dannoso, per l’immagine della città, Vittorio Sgarbi. L’inamovibile, non si sa per quali meriti, assessore alla Bellezza. Capace solo di imbastire mostre a cui sono andate una manciata di persone e che sono costate non poco ai viterbesi. Perfino la mostra su Michelangelo, il formidabile assessore è riuscito mandare quasi deserta. Quando si dice l’abilità di un grande “intellettuale”, che, va ricordato, prima di essere eletto, non ha mancato di dare dei mafiosi ai cittadini viterbesi della periferia. E va detto che trattasi, a memoria d’uomo, del primo assessore pregiudicato che si è seduto, assai poco in verità, negli scranni di palazzo dei Priori.
Ora la sindaca non ha più scuse. Meloni o chi per lei ha ottenuto il risultato di far dimettere il personaggio.
Chiara Frontini festeggia la vittoria con Vittorio Sgarbi
Le inchieste sul critico d’arte sono conosciute da tutti. E allora sindaca abbia il coraggio politico di “licenziare” il buon Sgarbi. Ne va dell’immagine della sua giunta e della città. E lei sa quanto noi teniamo alla salute politica della sua giunta.
E non è una battuta: una giunta che fa danni alla città è un problema per tutti i cittadini. Una sindaca che non ha chiaro che è la sindaca di tutti, anche di chi non la ha votata e perfino del sottoscritto, è un problema per tutti i cittadini. Un ostacolo per una serena vita cittadina. Un’utile indicazione per la sindaca: legga il potente e vibrante discorso di concessione dell’eroe di guerra John Sidney McCain sconfitto alle presidenziali Usa da Barack Hussein Obama. E, se ha tempo, legga il victory speech di Obama altrettanto solenne e alto. Si stupirà sindaca, ma ogni degno presidente Usa appena eletto non manca di dire di essere il presidente di tutti gli americani, soprattutto di chi non lo ha votato. E si comporta come tale. Questa è la democrazia anglosassone e occidentale.
Certo uno il coraggio non se lo può dare, come diceva Manzoni, ma in questo caso il danno del non far nulla sarebbe superiore di gran lunga a quello di prendere una decisione che anche politici non avvezzi al rigore istituzionale dovrebbero avere ben chiara. E allora sindaca ritiri l’inutile e dannosa delega a Sgarbi o lo faccia dimettere, come è accaduto a livello nazionale. D’altra parte proprio lei aveva detto, non si sa per quale ragione, che avrebbe aspettato di vedere ciò che accadeva nel governo.
Ora l’inevitabile, dopo le inchieste del Fatto quotidiano/Report e la conseguente azione della magistratura, è accaduto. Seppur con ritardo, non si può non prendere atto che Sgarbi va estromesso dal suo ruolo, che oltretutto sembra ricoprire di malavoglia e male. E va estromesso subito.
Abbia coraggio politico, quindi. Ne va del buon nome della sua giunta e della città.
Non faccia come ha fatto con lo stadio Rocchi, quando, con la sua magistrale azione politica, è riuscita a far scontenti tutti: due imprenditori e gli stessi tifosi.
Questa volta potrebbe scontentare i cittadini viterbesi nella loro maggioranza. Esca fuori dal provincialismo più ingenuo che vede in un personaggio televisivo da avanspettacolo politico un intellettuale rilevante. Se ha tempo e ci risponde al telefono, saremo felici di spiegarle la differenza. Visto che ci sembra non le sia chiara.
Le chiediamo perdono se le abbiamo “sfracassato i coglioni”, come ama dire lei, ma ne va del buon nome di palazzo dei Priori e della città. A questo punto non può continuare a tacere sul caso Sgarbi, come sta facendo.
Carlo Galeotti
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



