Viterbo – “Quando i termini delle cose sono queste, non c’è più nulla da dire. Ormai è tutto in mano alla magistratura. E non è giusto intromettersi o pronunciarsi”. È il punto di vista della capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Laura Allegrini, in merito alla denuncia per associazione per delinquere fatta dalla Viterbese nei confronti della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore Emanuele Aronne e dell’imprenditore Piero Camilli, così come di Francesco Torroni e Gianni Patrizi della Faul Cimini.
Le altre ipotesi sottoposte al vaglio della procura di Viterbo sono: turbativa d’asta, truffa e reato continuato.
Laura Allegrini (FdI)
Dello stesso avviso anche il capogruppo del Pd, l’altra principale forza di opposizione a palazzo dei Priori, Alvaro Ricci. “Non rilascio dichiarazioni – ha detto il consigliere Partito democratico -. È fondamentale e giusto aspettare ciò che dirà l’autorità giudiziaria in merito”.
“Siamo garantisti – ha poi spiegato Allegrini -, perché un conto è una denuncia un conto una sentenza. E in tal caso parliamo solo di una denuncia. Quindi non dico niente. I giudizi politici sono un’altra cosa”.
Alvaro Ricci (Pd)
E il giudizio politico è chiaro: “L’amministrazione di certo non brilla – ha commentato Allegrini -, perché non ci sono l’efficienza e il cambiamento promessi. E anche in seno alla maggioranza qualche scontento c’è. Non mi sembra neanche che ci sia un sentimento favorevole da parte della città. Un’amministrazione che scricchiola. La precedente amministrazione, quella di Giovanni Arena, in tre anni e mezzo, di cui due con il Covid, qualche cosa l’aveva fatta”.
Daniele Camilli
– Avvocato Luca Tilia: “Stadio Rocchi, la Viterbese ha denunciato la sindaca Chiara Frontini e l’assessore Emanuele Aronne per associazione per delinquere” – Marco Romano: “Stadio Rocchi, la Viterbese denuncerà la sindaca Chiara Frontini”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

