Viterbo – L’ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti sentita, come persona informata sui fatti, dalla procura sui “fatti gravi” che avrebbe subito Marco Bruzziches e la sua famiglia.
Chiatti non è la prima ad essere ascoltata dalla magistratura su quanto sarebbe accaduto al consigliere Bruzziches. I pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto hanno infatti ascoltato anche altre persone.
Sul Rocchi, invece, c’è una denuncia della Viterbese di Marco Arturo Romano che prende le mosse dalle affermazioni fatte da Chiara Frontini durante la riunione del 23 dicembre alle terme Salus di Viterbo 2020. E anche su questo Chiatti sarebbe stata sentita.
La consigliera Letizia Chiatti
Per l’occasione la sindaca disse: “Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese di Marco Romano abbiamo fatto una discreta forzatura”, “Abbiamo creato e costruito le condizioni affinché quelle clausole della pre-intesa venissero a decadere”, “Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini… Spero che nessuno stia registrando”. Per poi aggiungere, rivolgendosi ai dirigenti della Faul Cimini e sempre in merito alla manifestazione d’interesse, andata però a vuoto: “Mo che abbiamo fatto tutta ‘sta storia e ci avete messo nella merda, perché ci avete messo voi nella merda, perché non puoi non sapere che devi essere in regola con le tasse quando partecipi a una gara comunale, come ci tirate fuori?”.
Sentita per telefono, la consigliera Chiatti ha risposto: “No comment”. Punto di riferimento del movimento che ha portato Frontini ai vertici di palazzo dei Priori, l’ex presidente del consiglio, sostituita poi in sala d’Ercole da Marco Ciorba, si è allontanata da tempo da Viterbo 2020, fino alla rottura definitiva, qualche giorno fa, che l’ha vista passare dai banchi della maggioranza a quelli dell’opposizione. Ne misto, assieme a Bruzziches. Dopo che a quest’ultimo è stata negata, da Ciorba, la possibilità di ricostituire il gruppo di Viterbo Cambia.
Su vicenda Bruzziches pare inoltre che siano state depositate in procura più di una registrazione.
“Rinuncio alla delega alla valorizzazione del patrimonio comunale – aveva detto Bruzziches nel corso del consiglio comunale del 21 dicembre – concessami dalla sindaca, al contempo comunico di voler lasciare il gruppo consiliare Viterbo 2020 e di voler ricostituire il gruppo (possibilità successivamente negata dal presidente del consiglio Marco Ciorba ndr), nel quale sono risultato primo degli eletti, Viterbo Cambia. Fin dall’inizio del mandato ho cercato, oltre a svolgere il ruolo di consigliere comunale di maggioranza, in ogni modo di contribuire alla valorizzazione del nostro vasto e ricco patrimonio immobiliare attraverso un’azione di ricerca e studio presso l’ufficio del patrimonio, con l’obiettivo di stimolare una quanto mai importante e attesa azione di recupero della buona amministrazione della cosa pubblica”.
Il consigliere Marco Bruzziches
“A ogni mio interessamento – aveva poi proseguito il consigliere – non ha fatto seguito, cosi come mi sarei atteso, alcuna attività amministrativa consequenziale. Questo immobilismo ha creato in me un crescente senso d’inconcludenza, che ho comunicato più volte sia al mio assessore di riferimento, sia alla sindaca”.
Per poi aggiungere: “A questa mia insoddisfazione, legata alla gestione della mia delega, si sono aggiunti fatti gravi subiti da me e dalla mia famiglia, che a oggi mi fanno sorgere dubbi circa la prosecuzione della mia azione a fianco della maggioranza”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

