Viterbo – “Durante una riunione di maggioranza, Chiara Frontini ci disse che la sera stessa doveva incontrare Piero Camilli aggiungendo che c’era un casino e che dovevano vedere di riuscire a fare qualcosa”. Tutto questo sarebbe avvenuto “subito dopo la manifestazione di interesse sullo stadio Rocchi”. Ad affermarlo è il consigliere comunale Marco Bruzziches, un tempo nella maggioranza consiliare a sostegno della sindaca, e oggi, dopo esserne uscito, parte del gruppo misto a palazzo dei Priori assieme a Letizia Chiatti.
“Ho partecipato anche io alla riunione del 23 novembre di Viterbo 2020 alle Terme Salus – ha poi aggiunto Bruzziches -. Ho partecipato solo in parte, perché poi, quando ha iniziato a parlare Fabio Cavini, me ne sono andato. Quando ho sentito le affermazioni di Frontini sono rimasto allibito e ho notato anche io qualcosa di poco ortodosso”.
Il consigliere Marco Bruzziches
Che impressione si è fatto in merito alla denuncia della Viterbese nei confronti della sindaca Chiara Frontini, dell’assessore Emanuele Aronne e dell’imprenditore Piero Camilli, così come di Francesco Torroni e Gianni Patrizi della Faul Cimini?
“Sentendo quanto detto dall’assessore Emanuele Aronne durante il consiglio straordinario sullo stadio Rocchi e leggendo la sua lettera a Tusciaweb, sembrerebbe che l’amministrazione si sia mossa per atti. Se gli atti sono stati fatti rispettando le leggi sarà qualcun altro a doverlo verificare”.
Quando lei era ancora in maggioranza l’argomento Rocchi e il percorso che è stato seguito per raggiungere un risultato è stato mai oggetto di discussione da parte della sindaca Chiara Frontini?
“Nel periodo in cui facevo parte della maggioranza questo argomento non l’ho mai ascoltato. Mi ricordo solo una volta, durante una riunione di maggioranza, che Chiara Frontini disse: ‘poi questa sera devo incontrare Piero Camilli’. E aggiunse: ‘Adesso è un casino, vediamo di riuscire a fare qualcosa’”.
Si ricorda quando ci sarebbe stata questa riunione di cui parla?
“Più o meno subito dopo l’estate”.
Quindi dopo la manifestazione d’interesse sullo stadio Rocchi?
“Sì, subito dopo la manifestazione d’interesse sullo stadio Rocchi”.
La sindaca Chiara Frontini durante la riunione del 23 novembre di Viterbo 2020
Tornando alla riunione di maggioranza cui ha accennato prima. Di cosa si stava discutendo?
“Era una di quelle riunioni in cui venivamo catechizzati sulle cose da dire o da fare. E mi rimase impresso il riferimento all’incontro con Camilli e il fatto che lo stadio Rocchi fosse presentato come un problema che dovevano risolvere. Poi riferito alla Faul Cimini la sindaca ci disse che c’erano problemi con l’Agenzia delle entrate. Tutta una situazione che poi è uscita fuori”.
La sindaca vi spiegò il motivo dell’incontro con Camilli?
“No, non andò nel dettaglio. Percepii solamente che era una rogna di non facile soluzione”.
L’imprenditore Piero Camilli
Che idea si è fatto invece delle affermazioni che Frontini ha fatto durante la riunione alle terme Salus del 23 novembre?
“A quella riunione ho partecipato anche io, ma solo in parte, perché poi, quando ha iniziato a parlare Fabio Cavini me ne sono andato. Quando ho sentito le affermazioni di Frontini sono rimasto allibito. Perché quando la sindaca dice ‘Quando abbiamo deciso di non prorogare la convenzione con la Viterbese abbiamo fatto una discreta forzatura’ oppure ‘Abbiamo fatto la manifestazione d’interesse per dare lo stadio Rocchi alla Faul Cimini… Spero che nessuno stia registrando’, qualcosa di poco ortodosso l’ho notato anche io. Quando stavo in maggioranza mi fidavo di quello che veniva detto e fatto. Poi sono uscito dalla maggioranza con le motivazioni di cui ho già parlato in consiglio comunale”.
Sempre in merito alla riunione del 23 novembre alle terme Salus, perché ha deciso di andarsene quando ha iniziato a parlare Fabio Cavini?
“Perché ero in dissenso con quello che diceva”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

