Canale Monterano – (e.c.) – Anziana trovata morta nella riserva del lago di Vico, la prossima settimana l’addio a Giuseppina Nuti.
Carabinieri – Foto di repertorio
Sono in programma il 24 febbraio i funerali della 90enne trovata morta nei boschi della Tuscia la scorsa settimana. L’intera comunità di Canale Monterano, paese di origine dell’anziana, potrà stringersi attorno ai familiari nella chiesa Santa Maria Assunta in Cielo.
Molto conosciuta e amata nella piccola comunità, nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Bettarelli l’ha definita “una delle colonne del nostro paese”, una donna dolce e buona “a cui bastava poco per vivere”.
Giuseppina Nuti, da tutti conosciuta come Pina, 90 anni, è stata trovata morta lo scorso 8 febbraio, dopo giorni di intense ricerche per la sua scomparsa.
Era diventata irreperibile dal 24 gennaio. Uno dei due figli della donna, attualmente residente in Emilia Romagna, ha cercato in tutti i modi di contattare la madre, ma senza riuscirci. Ha provato, quindi, a mettersi in contatto anche con il fratello 60enne residente a Caprarola ma, a seguito delle risposte evasive di quest’ultimo, ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri.
Da lì le indagini che hanno portato al punto di svolta nel tragico ritrovamento del corpo dell’anziana nei boschi della riserva naturale del lago di Vico.
Poco prima i carabinieri di Ronciglione avevano agganciato Romeo Droghini, il figlio 60enne, in un bed & breakfast della Tuscia.
L’uomo, dopo un lungo interrogatorio, ha confessato di avere occultato il corpo della madre in un bosco della riserva del lago di Vico, spiegando ai militari come trovarlo.
Nell’attesa che i risultati dell’autopsia facciano chiarezza sulle dinamiche della morte della donna, Romeo Droghini rimane in stato di fermo al carcere di Civitavecchia con l’accusa di occultamento di cadavere.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
