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Viterbo – (sil.co.) – Truffa del pellet venduto a prezzi imbattibili online, è finito con un colpo di spugna il processo a sei imputati per fatti risalenti al 2015 quando una trentina di vittime sarebbero cadute letteralmente nel “sacco”.
Una delle parti offese avrebbe comprato su Internet novanta sacchi di pellet per appena 350 euro. Peccato che non li abbia mai visti.
Nel frattempo è successo che cinque presunte vittime abbiano ritirato la denuncia, che sia venuta meno l’aggravante dell’associazione per delinquere e che per diversi capi d’imputazione l’azione penale non dovesse essere esercitata per difetto della condizione di procedibilità. A ciò si aggiungano delle assoluzioni e una serie di non luogo a procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
I sei imputati, insomma, sono usciti indenni dal processo per truffa aggravata che si è concluso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi. Collegio di recente composizione, che non ha mai effettuato attività istruttoria, a parte revocare ieri i testimoni che ormai non avrebbe avuto più senso ascoltare e procedere spediti con la chiusura.
È finita così per un 48enne e l’allora compagna 42enne, C.P. e C.B., residenti a Vetralla; il padre della donna, M.B., 78 anni, originario di Portici, in provincia di Napoli; A.M., un 71enne originario di Montalto di Castro; G.L.G., un 75enne di Terni. Difesi dagli avvocati Paolo Delle Monache, Cinzia Ruperto, Domenico Gorziglia, Carlo Baccelli e Arnaldo Sebastiani del foro di Terni.
Secondo l’accusa, le vittime sarebbero cadute nella trappola della super offerta proposta su due siti internet “gemelli”, gestiti dalla banda, entrambi registrati a Vancouver in Canada. Sempre lo stesso il modus operandi: pellet ordinato al telefono, bonifico al codice Iban indicato, merce non recapitata, denuncia ai carabinieri o alla polizia.
Tra le vittime anche una ditta all’ingrosso viterbese: “Per telefono ci hanno ordinato dieci pancali di pellet per un totale di oltre 4600 euro che sono venuti a ritirare con il camion il 19 novembre 2015 e che non sono stati mai pagati”, ha spiegato in aula il 10 ottobre 2022 la titolare dell’azienda.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
