Il giudice Elisabetta Massini
Viterbo – (sil.co.) – Pellet a prezzi stracciati su internet ma è una truffa, il prossimo primo marzo si terrà un’udienza straordinaria per sentire ben 31 testimoni dell’accusa.
Tanti sono i testi del pubblico ministero, la gran parte vittime, una delle quali nel frattempo ha ritirato la denuncia. Diciannove le parti offese che avrebbero comprato online combustibile pagato e mai arrivato.
E siccome tra quelli citati ieri non ne era presente nessuno, uno tra l’altro è morto, chi era assente ingiustificato fra quattro mesi sarà scortato in tribunale dai carabinieri.
L’accusa: “Banda di sei criminali associati per delinquere”
E’ entrato nel vivo, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, il processo a una presunta banda composta da sei criminali, cinque uomini e una donna, imputati di associazione per delinquere.
Due degli imputati sono una coppia, composta da un 45enne e dalla compagna 39enne, C.P. e C.B., residenti a Vetralla: lui condannato in primo grado, nel settembre 2019, a sei anni di reclusione per tentata estorsione e estorsione. C’è poi il padre della donna, M.B., 75 anni, originario di Portici, in provincia di Napoli. Gli altri due sono invece: A.M., un 68enne originario di Montalto di Castro e G.L.G., un 72enne di Terni.
Il 45enne, attualmente detenuto, è difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache. Poi ci sono Cinzia Ruperto, Domenico Gorziglia, Carlo Baccelli e Arnaldo Sebastiani del foro di Terni.
Pellet di abete e faggio mai consegnato alle vittime
Le indagini, partite nel 2015, hanno riguardato tutto il territorio nazionale. Si parla di un giro d’affari di decine di migliaia di euro. Le vittime avrebbero creduto di ordinare pellet di abete o faggio, ma dopo averlo pagato cifre tra i 300 e i mille euro il combustibile non sarebbe mai arrivato.
L’avvocato Paolo Delle Monache
Diciannove vittime raggirate online
Il 17 novembre di un anno fa, il 72enne ternano ha chiesto al collegio di essere giudicato col rito abbreviato condizionato all’ascolto di alcuni testimoni. Diciannove le parti offese, mentre gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di reati contro il patrimonio, con un’organizzazione criminale di uomini e mezzi, in particolare con l’utilizzo di siti internet.
Mente del sodalizio un 45enne di Vetralla
Presunta mente del sodalizio, secondo l’accusa, il 45enne di Vetralla, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, mentre la compagna è considerata il suo alter ego, promotrice e organizzatrice, che avrebbe messo a disposizione la partita Iva indicata nel sito internet e la sua utenza telefonica. Il padre della donna avrebbe preso contatti con i fornitori da truffare, mentre il 72enne umbro avrebbe gestito per conto dell’associazione un altro sito internet a suo nome. Il 68enne del litorale, invece avrebbe messo a disposizione il proprio piazzale come deposito del pellet e i mezzi per andare a prenderlo.
– Pellet a prezzi stracciati su internet ma è una truffa, sgominata banda di sei criminali
L’organizzazione criminale avrebbe creato appositi siti web sui quali vendere il pellet a prezzi molto concorrenziali. I clienti attraverso la rete, avrebbero seguito il percorso indicato dagli stessi siti per l’acquisto del combustibile, versando le somme richieste attraverso carta di credito, postepay o paypal, su un conto corrente specifico con la promessa della consegna del combustibile ad accredito avvenuto, cosa che puntualmente non avveniva.
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