Viterbo – “Fare l’evacuazione di martedì è una cosa assurda”. L’imprenditore Gaetano Labellarte. Suo uno dei negozi di abbigliamento in Corso Italia.
“Scegliere di evacuare Viterbo di martedì significa solo mettere in croce una città”. Antonio Di Stefano. Anche lui imprenditore, con un’attività che si occupa di grafica in via Mazzini.
Viterbo – Antonio Di Stefano
Un pensiero, il loro, che pare sia piuttosto diffuso. Al punto che potrebbe aver spinto prefettura e amministrazione comunale a fare un comunicato stampa in cui si spiegano le ragioni della scelta. Legate essenzialmente ai flussi turistici che tra aprile e maggio dovrebbero caratterizzare la città dei papi.
Via De Gasperi 11, il 20 aprile il ritrovamento di una bomba della seconda guerra mondiale. Un ordigno bellico di 2000 chili, di cui 1300 di esplosivo. Il tutto durante i lavori per la costruzione di un complesso immobiliare. Una Blockbuster sganciata da un aereo inglese nel 1944. Arrivano subito gli artificieri dell’Esercito e immediatamente dopo viene convocato un tavolo di coordinamento delle operazioni a palazzo del Governo. Tavolo che qualche giorno dopo prende la decisione di evacuare la popolazione, oltre 30 mila persone, per martedì 7 maggio.
“Fare l’evacuazione di martedì è assurdo – ha detto Labellarte -, perché è un giorno lavorativo. Tant’è vero che nel 2007, quando è stata trovata un’altra bomba molto simile al quartiere Santa Lucia, è stata fatta di domenica. Una scelta migliore sia per le attività economiche che per la vita quotidiana di tutte le persone. Non a caso all’epoca sono stati pochi quelli che si sono lamentati. Non entro nel merito delle ragioni tecniche, ma la scelta di martedì e fuori dal mondo”.
Viterbo – Gaetano Labellarte
Quali sono i disagi che questa scelta provocherebbe? “Innanzitutto – ha risposto Gaetano Labellarte – blocca tutta una giornata lavorativa dal punto di vista commerciale. Per non parlare della chiusura delle scuole, degli uffici e degli altri posti di lavoro. Secondo me, avrebbero anche potuto organizzarsi prima. Mi rendo conto che qualsiasi provvedimento prendano può essere critica, ma le cose andavano fatte nel modo più agile possibile e in tempi discreti”.
Labellarte solleva inoltre una questione legata alla sicurezza dell’ordigno. “In tempi di terrorismo – spiega l’imprenditore – lasciare una bomba con oltre mille chili di esplosivo sorvegliata solo da due agenti della polizia locale mi sembra poco ragionevole. Se la cosa è seria, anche il presidio deve essere altrettanto serio. E la vigilanza andrebbe rafforzata”.
Viterbo – La bomba in via Alcide De Gasperi – Gli artificieri al lavoro
Sulla scelta di martedì ieri sono intervenuti comune e prefettura con un comunicato stampa. “La scelta del 7 maggio – hanno scritto infatti palazzo dei Priori e palazzo del Governo – non è stata casuale, ma studiata, ponderata e condivisa da tutti gli enti interessati dall’operazione”.
“Per la città di Viterbo – hanno proseguito comune e prefettura – il settore turistico rimane centrale per gli evidenti benefici che ne derivano per tutta la comunità. Lo sforzo comune, per il quale è necessaria la collaborazione di tutta la cittadinanza, punta a contemperare le esigenze prioritarie di sicurezza e la salvaguardia degli interessi del tessuto economico e sociale della città”.
“Sono state prese delle decisioni tutt’altro che consone ai valori che produce questa città – ha rilanciato invece Di Stefano -. Si dà valore al turismo, ma non è ciò che produce Viterbo. Il Pil del territorio dice tutt’altro. Scegliere di fare l’evacuazione di martedì significa solo mettere in croce un’intera città che ha necessità diverse rispetto al turismo. Una scelta assurda. Bisognava dare priorità ad altro e l’evacuazione andava fatta nel fine settimana. Ma come sempre cittadini e imprese subiranno decisioni prese dall’alto senza alcun confronto. Nel 2007 l’evacuazione è stata fatta di domenica e non si capisce perché la cosa non poteva essere ripetuta”.
Viterbo – Mario Selvaggini
Quali potrebbero essere le perdite in termini di fatturato? “Per la nostra azienda la perdita va dai 500 ai 1000 euro – ha sottolineato Di Stefano -. In sintesi una o due rate di un macchinario. E immagino che ci siano aziende che avranno perdite maggiori. Dopodiché, voglio porre una questione ulteriore: perché la zona rossa finisce a pochi metri dai centri commerciali?”
“Probabilmente un giorno in cui non scomodi nessuno non c’è – ha commentato Andrea De Santis, titolare di una tabaccheria a ridosso di piazza Fontana grande -. Per me, comunque, martedì è un giorno importante. Un giorno di estrazione. E fare l’evacuazione di martedì mi penalizza non poco”.
Viterbo – La conferenza sull’evacuazione per la bomba in via De Gasperi
D’accordo con la scelta del tavolo di coordinamento della prefettura è Mario Selvaggini del bar Chiodo in via Roma. “A me la scelta sta bene. Un giorno e finisce tutto. Tanto, come fai fai, non va mai bene a nessuno. Poi martedì è un giorno morto”.
Infine, Sandra Martinelli. Titolare anch’essa di un bar in via Saffi. “Per aver scelto questa data ci saranno dei validi motivi. Io avrei preferito di domenica perché ci sarebbe stato meno disagio. Per le attività economiche e per chi lavora. Martedì non è una giornata che va bene – ha concluso l’imprenditrice -, perché è una giornata lavorativa. Con tanto di mancato guadagno”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: La bomba in via De Gasperi – Video: Gli artificieri in azione
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