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Carlo Galeotti: “Ho deciso: confesso tutto… in pubblico e in un libro”

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Carlo Galeotti a fianco di Baruch Spinoza

Carlo Galeotti a fianco di Baruch Spinoza


Viterbo – “Ho deciso: confesso tutto… in pubblico e in un libro”. Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb e fondatore della editrice Cge, pronto a mettersi a nudo in un incontro pubblico. Nel primo di tre appuntamenti.

Il primo appuntamento, il 21 marzo, ore 18, sala conferenze Unindustria a Valle Faul. La presentazione del libro di Carlo Galeotti, Ho coltivato la rosa bianca. Pensieri lunghi dei giorni brevi. Ad intervistare l’autore, Antonello Ricci.


 – Segnala la tua partecipazione alla presentazione del libro Ho coltivato la rosa bianca su Facebook


Il secondo, il 5 aprile, alle ore 18, nell’aula magna dell’Unitus a Santa Maria in Gradi dove verrà presentato il libro di Gino Roncaglia, L’architetto e l’oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGpt. Ad intervistare Roncaglia, Carlo Galeotti. L’evento nasce dalla collaborazione tra I pirati della bellezza e l’Unitus. Un grande ed importante evento.

Infine, il terzo, data da definirsi. La presentazione del libro della Cge, Le avventure di Pinocchio di Collodi con illustrazioni di Chiara Narduzzi. All’auditorium dell’Unitus.


I Pirati della bellezza - Tutti in fila per vedere Marco Travaglio

I Pirati della bellezza


Pirati della Bellezza Extra, tre appuntamenti tra marzo e aprile. Un festival che eravamo abituati a vedere all’interno di un unico contenitore. Partiamo quindi da qui. Che significa extra?
“Altre volte avevamo fatto degli appuntamenti fuori contenitore. Adesso ci sono invece altri incontri per i quali abbiamo pensato un nuovo marchio. Appunto Extra. Appuntamenti di primavera”.

Amsterdam - Carlo Galeotti davanti alla statua di Baruch Spinoza

Amsterdam – Carlo Galeotti davanti alla statua di Baruch Spinoza


L’obiettivo è estendere Pirati della Bellezza lungo tutto l’arco dell’anno?
“Non necessariamente. Resta intanto il festival di ottobre e in questo momento ci sono anche gli extra”.

Ci racconti gli incontri che verranno fatti? Una loro panoramica generale.
“Il primo incontro è dedicato all’ultimo libro che abbiamo fatto come casa editrice Cge. Un libro autobiografico. L’occasione è stata data dalla nascita di mia nipote Noah. Appena è nata ho iniziato a scrivere un diario. Un diario della mente. Una lascito intellettuale e di vita. Esistenziale. L’esigenza di trasmettere un messaggio a Noah che ancora non sa leggere, ma quando lo saprà fare si confronterà con quello che pensava suo nonno quando lei è nata. È una sorta di confessione pubblica. Una confessione su libro, sperando che permanga un minimo nel tempo. Insomma ho deciso: confesso tutto! E il mio confessore laico sarà Antonello Ricci. Come dire un fratello acquisito. Scelto. Ma si sa come possono essere perfidi i fratelli… E poi il libro è anche una responsabilità di Antonello che mi ha spinto a continuare a scrivere e ora a presentare il libro. Speriamo che sia abbastanza perfido, ironico e ruvido.

Ho coltivato la rosa bianca di Carlo Galeotti

Ho coltivato la rosa bianca di Carlo Galeotti


Il titolo è Ho coltivato la rosa bianca e ricorda un verso di una poesia del rivoluzionario José Martí: ‘Coltivo una rosa bianca, in luglio come in gennaio, per l’amico sincero che mi porge la sua mano franca. E per il crudele che mi strappa il cuore con cui vivo, né il cardo né ortica coltivo: coltivo la rosa bianca’. Direi versi degni di Dante. Il sottotitolo del libro, Pensieri lunghi dei giorni brevi, è invece un momento di vita. Tipico di chi ha una certa età e inizia ad avere giorni brevi mentre i pensieri sono su questioni fondamentali. Lunghi. Un libro caratterizzato da ricordi, pensieri, riflessioni sul linguaggio, l’amore, la vita e la morte. Con un cambio di stile a metà percorso. Pagine in cui scrivo per mettere alla prova la scrittura. La scrittura per la scrittura. Puro divertimento linguistico e, se si vuole, stilistico. Divertimento almeno per me. Per i lettori non so. E poi voglio celebrare la ‘nonnità’, che sta rallegrando questo mio tempo. Essere nonno è una delle cose più belle che possano capitare”.

Carlo Galeotti

Carlo Galeotti, qualche anno fa…


In un contesto come l’attuale, caratterizzato dall’immediatezza online, così come dall’immediatezza è caratterizzata la cronaca giornalistica, che significato ha scrivere ancora un diario?
“Tutto ciò che è online potrebbe avere vita breve, così come vita breve ha la cronaca. La forma libro ha invece una sua forza intrinseca che il web non ha. Le biblioteche ancora oggi sono sideralmente superiori a tutto ciò che si trova su internet”.

La forma libro che hai scelto è comunque quella del diario. Che tipo di informazioni salva e che memoria trasmette un diario?
“Il diario che ho scritto è molto particolare. Un diario della mente. Del cervello per essere coerenti con la mia formazione filosofica. E la scelta è stata una cosa scritta al giorno, su diversi aspetti della realtà che ci circonda. La stessa esigenza l’ha avuta un grandissimo giornalista come Piero Ottone che ha scritto una lunga lettera ai nipoti. Un’esigenza che abbiamo in comune, quella di lasciare al futuro, a Noah in tal caso, una memoria familiare”.

L’intenzione è lasciare traccia di te stesso solo a tua nipote Noah?
“La spinta è stata lei. Poi tutto quello che è molto particolare talvolta diventa anche molto generale. Come i film del grande cinema italiano che tanto più sono italiani, tanto più sono generali”. 


Gino Roncaglia

Gino Roncaglia

Il ricordo che vorresti che tua nipote trasmettesse a sua volta al futuro.
“Mi piacerebbe che continuasse nella tradizione familiari. Mia madre aveva la terza elementare e mio padre, un grande lettore, la quinta. Ma entrambi erano razionali, lucidi nel loro pensiero. Vorrei quindi che a mia nipote restasse l’idea di suo nonno che, fatte le debite proporzioni, ha fatto parte di una squadra di riflessione che parte da Parmenide e prosegue con Aristotele, Tommaso d’Aquino, Cartesio, l’illuminismo, Hume, Kant, Mill, il circolo di Vienna, Lakatos… Tutto il pensiero razionale occidentale. Non siamo dei mistici, mi vien da dire. Rispettiamo il principio di non contraddizione, per capirci. Anche se poi, la notte, mi capita di dialogare da buoni amici con questi fratelli di pensiero. Una volta ne avevo grande rispetto, alla mia età mi vien da dire che voglio loro bene. E mi piace dialogarci come vecchi amici, magari parlando di vita, di morte, di amori…”. 

Il ricordo che non hai scritto.
“Sto continuando a scrivere. Sempre un altro libro di riflessioni, così come un altro libro sul nulla e la morte”.

Il secondo appuntamento è dedicato all’intelligenza artificiale. Con Gino Roncaglia.
“Con Gino ci conosciamo dai tempi dell’università ed è uno dei massimi esperti di internet e degli ebook. Adesso ha pubblicato con Laterza un libro sull’intelligenza artificiale che andiamo a presentare. E credo che sia molto interessante sentirlo su una questione così importante, centrale in tutto il mondo e che rivoluzionerà tutto, un esperto vero. Gino è un uomo di grande spessore intellettuale e umano. Un incontro da non perdere il suo. Ci dirà certamente cose interessanti”.


 – Segnala la tua partecipazione alla presentazione del libro L’architetto e l’oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGpt su Facebook


Con l’intelligenza artificiale, l’uomo non sta delegando un po’ troppo alla macchina?
“Quando c’è un’innovazione la questione è che ci sia sempre una disumanizzazione delle cose. Ma in realtà non è così. Fin da quando Pascal perfeziona la prima macchina da calcolo nel XVII secolo. E anche il calcolo era ritenuto un’arte puramente umana. Ci sono invece degli algoritmi che sostituiscono gli uomini in questo basso artigianato”. 

L’intelligenza artificiale pone anche una questione sociale. Ad esempio, che fine farà il lavoro umano?
“Quando è stato inventato il motore a scoppio, la macchina ha iniziato a fare da sola il lavoro che facevano centinaia di uomini. L’innovazione toglie di mezzo tanti lavori, ma tanti altri se ne creano”. 

Ripensare il lavoro, significa però ripensare anche la società.
“Certo. La società industriale è infatti figlia del motore a scoppio. E senza motore a scoppio non ci sarebbero stati i quotidiani, per dirne una. Sta poi agli uomini ripensare la società in base ai problemi che le innovazioni pongono”.

Come cambia invece il lavoro giornalistico con l’intelligenza artificiale?
“Molti lavori meccanici si possono già fare con l’intelligenza artificiale. Uno strumento, fra l’altro, che sta solo agli inizi. Ad esempio, ChatGpt è ancora molto artigianale. Anche se può fare lavori pazzeschi in pochi secondi, come sintetizzare decine di pagine. Oppure creare testi e dare delle risposte. Siamo all’inizio di una fase che sarà poderosa”.

Terzo appuntamento, Le avventure di Pinocchio di Collodi. data da definirsi. Un’iniziativa che è al tempo stesso una vera e propria operazione editoriale…
“Un’operazione che credo si faccia per la prima volta in Italia. Regaleremo ai bambini di tutte le scuole del comune di Viterbo, 3 mila in tutti, un’edizione del Pinocchio sottoforma di libro. Recuperando il testo di Collodi con immagini del tutto originali di una giovanissima e bravissima illustratrice, Chiara Narduzzi. Una scelta nata da un nostro collaboratore che ha visto un bambino allargare con le dita l’immagine di un libro come fosse su un Ipad. A quel punto ci siamo posti il problema di far conoscere ai bambini il libro, andandone a regalargliene uno. Uno tutto loro. Di esclusiva proprietà e denso di fantasia”. 

Perché Pinocchio e non un altro grande classico dell’istruzione italiana, tipo Cuore?
“Perché è un libro di levatura internazionale. Una storia tradotta in tutto il mondo. Sicuramente è un libro di poderosa fantasia, scritto in un toscano decisamente affascinante. Uno strumento che diamo ai bambini per riscoprire anche una forma alta di italiano, ma a tratti veramente bizzarra. Mi son fatto l’idea che Collodi sia stato un grande creativo, usasse un meraviglioso toscano, ma ogni tanto era un po’ pasticcione. Forse per questo non possiamo che volergli bene. E poi, come dire, la storia c’è”.

Pirati della Bellezza è anche un modo per rivendicare il libro sul digitale?
“Se gli ebook funzionassero avrebbero da tempo azzerato l’editoria su carta. Il libro è invece, ancora oggi, molto potente. Un libro lo puoi leggere anche con una candela. Oppure basta che sia giorno. In un’ isola deserta”.

Daniele Camilli


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