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Viterbo – “Spero che il prossimo questore di Viterbo sia una donna”.
Lo ha detto l’attuale questore Fausto Vinci. Questa mattina durante l’incontro organizzato dalla provincia nella sala consiliare di palazzo Gentili in occasione della Giornata internazionale della donna: Libera di essere donna, nella scuola, nella società, nel mondo del lavoro. Un’iniziativa voluta dalle consigliere alle pari opportunità Giulia De Santis e Dominga Martines.
“Spero che il prossimo questore di Viterbo sia una donna – ha detto Vinci -, perché qui, un questore donna, non c’è mai stata. Gli incarichi decisionali vedono ancora le donne in una posizione di svantaggio, quando invece la parità di genere dovrebbe essere un dato naturale. Chi merita deve rivestire tutti gli incarichi. E deve essere una cosa normale. In questi anni è stata fatta tanta strada, ma il percorso non è ancora terminato”.
A intervenire, assieme al questore, anche il presidente di palazzo Gentili Alessandro Romoli, la consigliera Martines, il prefetto Gennaro Capo e il vescovo Orazio Francesco Piazza.
Con loro la presidente dell’imprenditoria femminile della camera di commercio Giuseppina Polidori, la segretaria generale della Uil scuola Silvia Somigli, la presidente dell’associazione Ponte donna Carla Centioni, Valentina Mulà del centro antiviolenza dell’università degli studi della Tuscia, la dirigente scolastica dell’istituto Paolo Savi Paola Bugiotti e Stefania Fidanza dell’istituto Mariano Buratti.
“Un altro concetto fondamentale – ha proseguito il questore – è l’autonomia economica delle donne. Dovremmo cercare di arrivare a una parità vera, non di facciata. E i primi ad essere coscienti di questo devono essere gli uomini”.
“Essere uomini è più facile – ha poi aggiunto Romoli -, una donna deve invece dimostrare sempre di più rispetto a un uomo. Le istituzioni devono rimuovere gli ultimi retaggi di patriarcato che sono sempre più distanti da noi. Perchè questa mancata parità di genere, e arretratezza culturale, generano quel senso di possesso che arriva a fenomeni drammatici, come i femminicidi”.
“C’è ancora tanto da fare – ha evidenziato Martines che ha anche moderato l’incontro -. E non possiamo essere orgogliosi dei nostri dati. L’accesso delle donne al mondo del lavoro vede 20 punti percentuali in meno rispetto agli uomini. La questione è culturale”.
“Dobbiamo dare un supporto in più alla parità di genere – ha ricordato il prefetto Capo -. E la giornata di oggi è innanzitutto una celebrazione dei diritti civili. Anche se le battaglie da fare sono ancora tante”.
“La scuola – ha commentato Somigli – è un luogo di formazione fondamentale per lo sviluppo e l’affermazione dei diritti. Un luogo dove la parità di genere deve diventare un punto di riferimento imprescindibile, a partire dalla didattica e dall’impegno civile in tal senso di tutti gli istituti”.
“Le donne – ha concluso infine il vescovo Piazza – sono la nostra speranza. E le conquiste delle donne meritano di essere sostenute totalmente. Il mio augurio è che la nostra cultura possa riconoscere sempre di più ciò che è dovuto.La sensibilità e la grammatica dei sentimenti femminili sono fondamentali per costruire linguaggi sempre di più umani”.
Daniele Camilli
– Romoli: “Giornata della donna, solo con la cultura del rispetto si avranno uguali diritti”



