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Viterbo - Lo ha detto il presidente della provincia Alessandro Romoli durante l'evento "Libera di essere donna"

“Giornata della donna, solo con la cultura del rispetto si avranno uguali diritti”

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Alessandro Romoli

Alessandro Romoli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un evento per discutere delle disuguaglianze e degli stereotipi di genere. Un evento per capire come combatterli insieme, istituzioni e società civile, diffondendo una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.

Si potrebbe riassumere così, in poche parole, l’evento “Libera di essere donna nella scuola, nella società, nel mondo del lavoro” organizzato dalla Provincia di Viterbo che si è svolto questa mattina presso la sala del consiglio dell’ente in occasione della Giornata internazionale della donna.

Ma in realtà è stato molto di più: vi hanno partecipato infatti tantissime donne rappresentanti delle istituzioni, di enti pubblici, dell’associazionismo, del mondo delle scuole e del volontariato, ognuna delle quali ha impreziosito la qualità del dibattito portando le proprie esperienze e punti di vista.

Un incontro dunque non scontato, ma che anzi ha analizzato la spinosa questione delle disuguaglianze di genere da molteplici punti di vista analizzando come si formano i pregiudizi e quali implicazioni dirette comportano nella vita quotidiana – ad esempio la disparità salariale -, tracciando però le linee guida per combatterli.

Dall’incontro è emerso come l’unica vera via sia quella di favorire una cultura del rispetto della dignità della persona, l’unica strategia di lungo corso che possa davvero spezzare le catene dei pregiudizi e rendere l’Italia un Paese più libero e inclusivo. Una strategia che, tra l’altro, chiama in causa tutti, dalle scuole alla politica.

“È indubbio che essere uomini renda la vita più facile – ha commentato il Presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli -. A parità di competenze professionali, per fare un esempio, l’uomo guadagna di più. A parità di condizioni professionali, invece, alla donna viene richiesto di essere più qualificata rispetto all’uomo. Una condizione che nel 2024 è inaccettabile in un Paese come l’Italia.

Ma l’esempio lo dobbiamo dare tutti – ha aggiunto -. Basti guardare la politica sia locale che nazionale: nella Tuscia la stragrande maggioranza dei sindaci è composta da uomini, a Roma la stragrande maggioranza dei parlamentari è composta da uomini. Solo favorendo la cultura del rispetto e dell’uguaglianza, nelle scuole come nel mondo del lavoro e nelle istituzioni, riusciremo davvero a dare piena applicazione ai precetti della Costituzione italiana, che prevedono uguali diritti e opportunità per tutti indipendentemente dal genere“.

Il Presidente Romoli ha concluso l’intervento ringraziando la Consigliera di parità supplente della Provincia di Viterbo, Dominga Martines, e la Consigliera provinciale con delega alle pari opportunità, Giulia De Santis, per aver organizzato l’evento. “Dibattiti come questo sono rari – ha infatti commentato Romoli -. Quella di oggi è stata una giornata importante per tutta la Tuscia”.

Ufficio di Presidenza della Provincia di Viterbo


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8 marzo, 2024

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