Viterbo – Operaio vittima di un tragico incidente sul lavoro muore in ospedale dopo oltre un anno di calvario, la procura apre un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e dispone l’autopsia. Oggi il pubblico ministero Eliana Dolce conferirà l’incarico al medico legale che effettuerà l’accertamento tecnico per stabilire se ci sia un nesso tra la morte e l’infortunio a causa del quale il poveretto aveva perso l’uso delle gambe.
Roma – Policlinico Gemelli
Il tragico infortunio a causa del quale ha perso l’uso di entrambe le gambe un operatore ecologico sessantenne, A.B., originario di Castel Giorgio, addetto alla raccolta dei rifiuti con le macchine operatrici, è avvenuto ad Acquapendente, nella zona industriale di Campo Morino, il 27 gennaio dell’anno scorso.
Il sessantenne fu immediatamente soccorso dalle persone presenti, che hanno provveduto a rimuovere la lastra di cemento dal corpo in attesa dei sanitari. A causa dell’urto della macchina con una parete di cemento, è stato travolto e schiacciato da una delle lastre, del peso di circa 30 quintali.
“Da allora non è più uscito dall’ospedale, tranne pochi giorni sotto Natale per stare con la sua famiglia”, spiega l’avvocato Angelo Di Silvio, che assiste la moglie e le due figlie.
“Il poveretto – prosegue il legale – è stato travolto e schiacciato da una lastra di cemento del peso di 30 quintali che gli ha provocato, in base alla diagnosi di ingresso al policlinico Gemelli di Roma, dove è stato trasferito d’urgenza in eliambulanza, una frattura esposta alla caviglia sinistra, lesione midollare livello T11 paraplegia, trauma cranico commotivo con emorragia subaracnoidea della colonna dorsale con paraplegia e anestesia della caviglia sinistra”.
L’operaio, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con orario settimanale di 38 ore, rimasto ricoverato per diversi giorni in coma farmacologico presso il nosocomio capitolino e sottoposto a una serie di interventi chirurgici a causa dei gravissimi traumi riportati, a febbraio dell’anno scorso ha proposto formale querela tramite l’avvocato Di Silvio presso la procura della repubblica di Viterbo.
“Il mio assistito e la sua famiglia si dicono stupiti del fatto che il terribile infortunio sia passato sotto silenzio”, spiegava un anno fa il legale, chiedendo che, verificate le circostanze ed eseguito un accertamento materiale sulla documentazione comprovante l’accaduto, venissero puniti per tutti i reati ravvisabili i soggetti che all’esito delle indagini vengano eventualmente ritenuti responsabili.
“Si è trattato di un incidente di una gravità inaudita e dalle conseguenze drammatiche per la parte offesa e la sua famiglia”, ribadisce oggi, dopo la drammatica conclusione della vicenda con la morte dell’operaio.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
