Il parco del Pilastro
Viterbo – Parco del Pilastro, tra via Bruno Buozzi e via Andrea Scriattoli. Viterbo. “Degrado, tossici e monnezza”. Il titolo che ha suggerito un passante. Non pane, amore e fantasia, ma – repetita iuvant – “degrado, tossici e monnezza”. Un vero e proprio naufragio. E meno male che c’è un’amministrazione comunale che dovrebbe metterci mano. Quanto meno al degrado e alla monnezza.
Viterbo – Il parco del Pilastro
Pilastro, quartiere storico e popolare a sud ovest della città dei papi. Quartiere multietnico a due passi dal centro storico. Qui, a fine agosto, passa una delle tre minimacchine di Santa Rosa. Da una cinquantina d’anni. In mezzo al quartiere il viale alberato dedicato al sindacalista ucciso dai nazisti nel giugno del 1944. Viale dove il comune ha dipinto la pista ciclabile, ma digerita dagli abitanti, e rifatto il look a tutta la strada. Attorno, però, nelle vie laterali, in molti casi l’asfalto è a pezzi.
Degrado, la prima cosa che balza clamorosamente agli occhi appena ci si mette piede. Quasi al punto da rimpiangere l’erba alta che fino a quest’estate copriva il tutto. Un disastro, senza mezzi termini. Il pratino, dove dovrebbero giocare i bambini, è a macchia di leopardo, con pozzanghere d’acqua e fanghiglia un po’ ovunque. La pozzanghera più vistosa sotto le due altalene con i giochi attorno, un paio in tutto, che stanno lì per pura rappresentanza. Su uno di questi c’è rimasto pure appiccicato un ombrello.
Viterbo – Il parco del Pilastro
La panchina, dove si dovrebbero genitori appresso ai figli, usurata e arrugginita. Stessa sorte per il secchiello per l’immondizia accanto.
Viterbo – Il parco del Pilastro
I muri sono invece pieni di graffiti, di tutti i tipi e lungo tutto il pianterreno dove finestre e persiane cadono a pezzi. Una delle scritte riporta: “Bucami la pancia con un coltello”. I vialetti di ingresso, sia da un lato che dall’altro, sono a dir poco malconci. Uno schifo. Con l’ortica che regna sovrana. Ovunque.
Viterbo – Il parco del Pilastro
Monnezza. Come ti giri la vedi. Da una parte i rottami di una bicicletta, dall’altra la rete di un letto. Poi una scarpa, un sottovaso sfondato, un secchione, cartacce e bottiglie. Ci sono poi dei cavi scoperti e abbarbicati su una facciata e i resti di un pranzo, o una cena, incastonati tra sbarre di ferro e infissi.
Viterbo – Il parco del Pilastro
Dopodiché i tossici. Diversi gli abitanti della zona, che vogliono restare anonimi, lamentano la presenza di persone che la sera verrebbero al parco per fare uso di sostanze stupefacenti. Una lamentela che pare gli abitanti abbiano trasmesso al comune della sindaca Chiara Frontini. Tant’è che l’amministrazione avrebbe dato mandato di tagliare la siepe che dava riparo a chi andava a farsi due tiri o qualcos’altro.
Viterbo – Il parco del Pilastro
Adesso, al posto della siepe, ci sta a terra quello che sporge come un aculeo, mentre l’insieme di questi tronchesi ghigliottinati descrivono un panorama desolante.
Viterbo – Il parco del Pilastro
Infine il cartello in fondo al parco, del secolo scorso. Piantato come una bandiera sulla luna. Scritta nera su sfondo bianco. Caratteri cubitali: “Comune di Viterbo. Non gettare la carta in terra. Servirsi dei cestini. Rispettare i giuochi. Grazie”. Semplicemente ridicolo.
Daniele Camilli
Fotocronaca: Il degrado del parco del Pilastro
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