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Topo d’auto e re delle evasioni, colleziona nuova condanna a un anno e mezzo

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Bassano Romano – (sil.co.) -Pensionato settantenne d’origine algerina campione di furti di auto ed evasioni, colleziona un’altra condanna a un anno e mezzo di reclusione che dovrà scontare in carcere, dove peraltro già si trova, non potendo più usufruire del beneficio della sospensione condizionale della pena. Meno di un anno fa era stato condannato a tredici mesi di reclusione, con la concessione dei domiciliari. Ma da settembre è tornato in cella, per esserci ricascato.

È il  topo d’auto seriale che la scorsa estate è finito nuovamente in carcere dopo essersi schiantato contro un palo della luce con l’ennesima macchina rubata. In primavera disse al giudice, che in quel caso lo condannò a 13 mesi, “non riesco a stare chiuso in casa”, giustificando la fuga dagli arresti domiciliari.

Lo scorso 21 agosto i carabinieri lo avevano pizzicato nei pressi della stazione di Capranica invece che ai domiciliari nella sua casa di Bassano Romano ed era stato graziato dal giudice. Pochi giorni dopo, a settembre, i militari lo hanno arrestato a Vetralla dopo che si era schiantato con un’auto rubata a Bassano Romano contro un palo della luce nella frazione della Botte. Ed è finito a Mammagialla, da dove ieri è stato tradotto in tribunale dagli agenti della polizia penitenziaria per essere processato dal giudice Ilaria Inghilleri.

Il 27 aprile, quando il settantenne è stato condannato a 13 mesi di reclusione, cinque mesi e dieci giorni di reclusione per il furto di una macchina e otto mesi per evasione, per giustificarsi disse “non riesco a stare chiuso in casa”. Il 10 dicembre 2022 era finito in carcere per il furto di una macchina ed essere evaso il giorno successivo dai domiciliari facendosi sorprendere di nuovo in giro.


Tribunale - Polizia penitenziaria

Tribunale – Polizia penitenziaria


Pensionato col pallino dei furti d’auto

L’imputato è noto alle cronache giudiziarie (non solo locali) per i suoi trascorsi di topo d’auto seriale. In passato è già finito a processo, sempre davanti al tribunale di Viterbo, per furto aggravato e ricettazione. La sua “passione” sempre le vetture.

Tra il 5 e il 6 luglio 2015 – tornato a Bassano Romano il giorno prima, dopo un lungo soggiorno in Olanda – in una sola notte, avrebbe preso di mira ben sei diversi veicoli, tra i quali un furgoncino, una jeep e perfino una minicar, facendo razzia dei documenti trovati a bordo, di un set di cacciaviti, un paio di occhiali, cuffiette stereo, alcuni cd e altri oggetti di modesto valore.

Durante il viaggio per l’Italia si era fatto arrestare ben tre volte per furto d’auto, a Modane in Francia, poi a Domodossola e Milano. Due giorni prima, il 4 luglio 2015, il questore di Milano, quando era stato rimesso in libertà dopo qualche giorno nel carcere di San Vittore, lo aveva espulso.

Il 5 luglio l’arrivo a destinazione, a Bassano Romano. Preceduto, il 4 luglio, da un altro colpo, messo a segno durante l’ultima tappa a Roma, dove è stato denunciato il furto di una Opel Astra i cui documenti nonché una tenda da campeggio del proprietario sono stati trovati nell’abitazione del settantenne.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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