Bassano Romano – Topo d’auto seriale e campione di evasioni, si schianta contro un palo della luce e finisce nuovamente in cella a settant’anni. “Non riesco a stare chiuso in casa”, aveva detto al giudice la scorsa primavera.
Lo scorso 21 agosto i carabinieri lo avevano pizzicato nei pressi della stazione di Capranica invece che ai domiciliari nella sua casa di Bassano Romano ed era stato graziato dal giudice. Stavolta i militari lo hanno arrestato a Vetralla dopo che si era schiantato con un’auto rubata a Bassano Romano contro un palo della luce nella frazione della Botte. Ed è finito a Mammagialla.
Il 27 aprile, quando il settantenne è stato condannato a 13 mesi di reclusione, cinque mesi e dieci giorni di reclusione per il furto di una macchina e otto mesi per evasione, per giustificarsi disse “non riesco a stare chiuso in casa”.
Lo scorso mese di dicembre, pochi giorni prima di Natale. era finito in carcere per il furti di una macchina ed essere evaso il giorno successivo dai domiciliari facendosi sorprendere di nuovo in giro. Dopo qualche settimana gli sono stati concessi i domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico, che ha però rifiutato preferendo restare dietro le sbarre. Il 27 aprile il giudice lo ha rimesso in libertà dopo la condanna a 13 mesi, revocando la misura cautelare che gli era stata imposta per il furto aggravato della vettura, riqualificando il reato in furto semplice.
Prima della discussione il settantenne, d’origine marocchina ma emigrato da anni in Europa, dove ha lungamente lavorato in Germania, ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni, ammettendo i reati contestati, ma dicendo di essere sempre stato un servitore dello stato e di non avere problemi economici godendo di una pensione internazionale, chiedendo clemenza alla corte e di essere rilasciato per buona condotta, dicendosi affetto da disagio psichico.
Al riguardo la difesa aveva chiesto il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica o quantomeno a una consulenza di parte, rigettato dal tribunale e diventato rito abbreviato secco, che gli ha comunque permesso di ottenere lo sconto di un terzo della pena.
Pensionato col pallino dei furti d’auto
L’imputato è noto alle cronache giudiziarie (non solo locali) per i suoi trascorsi di topo d’auto seriale. In passato è già finito a processo, sempre davanti al tribunale di Viterbo, per furto aggravato e ricettazione. La sua “passione” sempre le vetture.
Tra il 5 e il 6 luglio 2015 – tornato a Bassano Romano il giorno prima, dopo un lungo soggiorno in Olanda – in una sola notte, avrebbe preso di mira ben sei diversi veicoli, tra i quali un furgoncino, una jeep e perfino una minicar, facendo razzia dei documenti trovati a bordo, di un set di cacciaviti, un paio di occhiali, cuffiette stereo, alcuni cd e altri oggetti di modesto valore.
Durante il viaggio per l’Italia si era fatto arrestare ben tre volte per furto d’auto, a Modane in Francia, poi a Domodossola e Milano. Due giorni prima, il 4 luglio 2015, il questore di Milano, quando era stato rimesso in libertà dopo qualche giorno nel carcere di San Vittore, lo aveva espulso.
Il 5 luglio l’arrivo a destinazione, a Bassano Romano. Preceduto, il 4 luglio, da un altro colpo, messo a segno durante l’ultima tappa a Roma, dove è stato denunciato il furto di una Opel Astra i cui documenti nonché una tenda da campeggio del proprietario sono stati trovati nell’abitazione del settantenne.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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