Viterbo – “Città nel degrado, promesse non mantenute e obiettivi disattesi, ecco perché Frontini va sfiduciata”. In poche parole,e la mozione contro la sindaca che non sarà presentata. Quella presentata da FdI, Per il bene comune, Giulio Marini (FI- Udc-Fondazione), Marco Bruzziches (gruppo misto) e Andrea Micci (Lega).
Achilli, Sberna, Marini, Allegrini, Bruzziches, Ciambella e Amodio
Pericolo scampato per il primo cittadino, seppure i numeri le avrebbero garantito una certa sicurezza. Ma non si sa mai. Il Partito democratico è venuto allo scoperto, negando le firme dei consiglieri, determinanti affinché si potesse arrivare a 14. Per tutta risposta, Fratelli d’Italia, Per il bene comune, insieme a Bruzziches (Gruppo misto), Giulio Marini (FI-Udc-Fondazione) hanno diffuso la mozione e ribattuto al Democratici.
“Quindici giorni fa – ricorda Allegrini (FdI) – il Pd l’avrebbe firmata, per prendere una decisione si sono anche riuniti. La mozione era stata costruita proprio per dare modo d’essere la più condivisa possibile”. Poi hanno deciso diversamente. “Ma sbagliano quando sostengono che si tratti di propaganda – insiste Allegrini – la mozione di sfiducia è l’atto più politico che si ci sia”.
Unico strumento che la legge mette a disposizione, incalza Ciambella (Per il bene comune): “In presenza di fatti gravi per la città. Va compresa la coerenza di capire di chi ha sostenuto la sindaca, ma che avendo disatteso completamente gli accordi sui punti tematici, si muova di conseguenza”.
Ciambella ha una curiosità che vorrebbe togliersi: “Devono spiegare ai viterbesi perché non vogliono mandare via la sindaca Frontini”.
La mozione parla anche del clima a Viterbo. Non il meteo.
“Il clima che si registra tra la cittadinanza è di crescente sfiducia – si legge nel documento – per una serie di motivi, non ultimo la difficoltà a comunicare e dialogare con il sindaco e la sua giunta, anche solo per evidenziare le oggettive difficoltà quotidiane e trovare soluzioni”.
Ma non si respira aria migliore in maggioranza: “Crescente insoddisfazione per il costante procrastinare delle risoluzioni dei problemi posti dai delegati e dai consiglieri comunali di maggioranza stessi, valorizzati a parole ma depauperanti delle propria capacità di intervento amministrativo”
Quindi il riferimento all’uscita di due esponenti, Letizia Chiatti e Marco Bruzziches.
A preoccupare, tuttavia, è la situazione amministrativa. “Le promesse di tempestive e rapide soluzioni promesse dalla sindaca Frontini in campagna elettorale alla base del suo successo elettorale e della sua elezione sono state puntualmente disattese una volta arrivata al governo della città”. Per queste e altre ragioni, la richiesta di discutere la mozione di sfiducia. Non stavolta, però.
Giuseppe Ferlicca
– Pd: “L’hanno votata e ora vogliono sfiduciare la sindaca con una mozione sterile, non la firmeremo”
Il testo della mozione di sfiducia
Premesso che:
L’articolo 52 comma 2 del T.U.E.L. (testo unico degli Enti Locali, D.lgs. 267/2000) recita che il Sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio.
La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco.
Il legislatore, nel disciplinare all’art.52 del T.U.E.L, ha previsto una tempistica del procedimento precisando, in particolare, che la mozione di sfiducia viene ‘messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione’, chiaramente intesa a cristallizzare il suo svolgimento entro un arco temporale limitato.
Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi dell’articolo 141.
Considerato che:
dopo 21 mesi di amministrazione guidata dal Sindaco Chiara Frontini, gli obiettivi proposti nel programma elettorale della coalizione che l’ha sostenuta risultano per la maggior parte disattesi;
che ad oggi nonostante le reiterate richieste dell’opposizione sui principali problemi della città si registra una generica indifferenza dell’amministrazione ad affrontare le singole problematiche cogenti e ad individuarne puntuali e tempestive soluzioni;
che le promesse di tempestive e rapide soluzioni promesse dal sindaco Frontini in campagna elettorale nella base del suo successo elettorale e della sua elezione sono state puntualmente disattese una volta arrivata al governo della città;
nonostante la decennale campagna elettorale condotta dalla sindaca sui temi del decoro, della pulizia, del rilancio del centro storico, della legalità, della sicurezza, della promozione turistica e del rilancio culturale, del benessere sociale, dell’efficienza della macchina amministrativa comunale, ad oggi, sempre dopo 21 mesi di amministrazione si constata invece un visibile degrado del decoro ambientale, sociale ed economico;
Accertato che
Il clima che si registra tra la cittadinanza è di crescente sfiducia per una serie di motivi non ultimo la difficoltà a comunicare e dialogare con il sindaco e la sua giunta anche solo per evidenziare le oggettive difficoltà quotidiane e trovare soluzioni;
che il clima che si registra in seno alla maggioranza è di crescente insoddisfazione per il costante procrastinare delle risoluzioni dei problemi posti dai delegati e dai consiglieri comunali di maggioranza stessi valorizzati a parole ma depauperanti delle propria capacità di intervento amministrativo;
che tale clima si è sostanziato, ed è evidente a tutti, dal passaggio all’opposizione di due importanti esponenti della maggioranza Frontini, tra l’altro con motivazioni significative e politicamente rilevanti;
che le note vicende interne alla maggioranza hanno alimentato un clima di dubbi e sospetti che, non solo non giovano alla vita amministrativa della città, ma addirittura presentano agli onori della cronaca nazionale una immagine della nostra città che non la promuove ma addirittura la danneggia;
Preso atto che
le comunicazioni del sindaco rese al consiglio comunale sulle vicende succitate siano state inadeguate e politicamente insostenibili;
Ritenuto che
Sia necessario per il bene della città porre fine il prima possibile a questo clima generale di incertezza e di inadeguatezza del Sindaco e della giunta alla luce di quanto emerso;
i sottoscritti consiglieri comunali chiedono
al Presidente del Consiglio la convocazione della seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al Sindaco.
