Viterbo – “Frontini senza i loro voti non sarebbe sindaca e oggi la vogliono sfiduciare con una mozione sterile, che è solo propaganda”. Dal Partito democratico con (poco) amore ai colleghi di minoranza Fratelli d’Italia e Per il bene comune.
Sanna, Delle Monache, Troncarelli, Benedetti e Ricci
La sfiducia il Pd non la vota, prima ancora nemmeno la firma e quindi non si presenta e dunque argomento chiuso. Per dirlo, stamani conferenza stampa nella sede provinciale, dove c’è tutto il gruppo, i quattro consiglieri indispensabili per arrivare alla fatidica soglia di 14 firme, il minimo per presentare una mozione di sfiducia. E c’è la segretaria provinciale Manuela Benedetti. Perché il partito sulla vicenda ha dettato la linea che i consiglieri hanno di buon grado accettato.
“Da subito abbiamo evidenziato le incapacità dell’amministrazione Frontini – osserva Benedetti – ci siamo presentati alla elezioni con Alessandra Troncarelli, un’assessora regionale, preparata, con esperienza. Sostenuta da 8 liste che con il 30% hanno superato quelle di Frontini”.
Poi al ballottaggio: “Ci siamo trovati da una parte noi e dall’altra, tutti gli altri in appoggio a Frontini. Forse volevano metterci la firma sull’amministrazione Frontini”.
Quindi: “Chi oggi propone la sfiducia – sottolinea Benedetti – ricordi che è grazie al loro apporto se oggi Frontini governa. Senza il loro aiuto, non sarebbe la sindaca di Viterbo. Per questo la mozione di sfiducia è tua mossa propagandistica, solo per fare confusione, priva di un obiettivo”.
Stupita, Alessandra Troncarelli: “Non capisco come si possa pretendere che il Pd sottoscriva una mozione elaborata da chi quest’amministrazione l’ha sostenuta, affermando che un sindaco Pd non l’avrebbe mai votato. Quindi, mettendo davanti a tutto l’ideologia e non la competenza”. Per cosa? “Dopo un anno e mezzo si parla della mozione. Forse sono saltati gli accordi pre elettorali con chi ha appoggiato la sindaca? È strano che FdI, primo partito nel capoluogo, non sia arrivato al ballottaggio. Ma c’è un fatto riscontrabile, i tanti voti disgiunti per Frontini”.
La conferenza Pd
Un metodo di proporre la sfiducia bocciato anche da Francesca Sanna: “Non è il nostro modo di fare. Come consiglieri d’opposizione ci siamo sempre mossi nell’interesse della città, collaborativi, mettendo a disposizione le nostre competenze, soprattutto dei colleghi con maggiore esperienza. E i problemi li abbiamo fatti emergere e aiutato a risolvere.
Penso alla vicenda dello stadio Rocchi o al bilancio di fine anno. Siamo stati i soli a evidenziare la mancanza di fondi per Santa Rosa o San Pellegrino in Fiore. Noi possiamo condividere con FdI una mozione, un ordine del giorno, ma non un documento politico”.
E Lina Delle Monache si chiede su cavalli di battaglia quali fotovoltaico o energie rinnovabili, ora che FdI e la lista civica Rocca governano, che fine hanno fatto, per non parlare della sanità. “O la discarica, il cui ampliamento è stato autorizzato con un atto ordinario dalla regione.
Nel 2023 le richieste di autorizzazione per il fotovoltaico sono raddoppiate e aumentate le autorizzazioni rilasciate rispetto al 2023, eppure tacciono”
Il no è netto, ma il capogruppo Pd Alvaro Ricci nega che si tratti di un aiutino in virtù d’intese con la civica di Frontini in provincia. “Non c’entra assolutamente nulla – ribadisce Ricci – ma trovo strano che la fiducia arrivi proprio a ridosso del consiglio provinciale dell’8 aprile. Si vuol fare confusione fra due realtà che non stanno insieme.
Vogliono usare il comune capoluogo come camera di compensazione, forse, com’è accaduto per Civita Castellana quando è caduta l’amministrazione Caprioli.
FdI usa palazzo dei Priori per compensare la provincia”. Dove probabilmente il partito di Giorgia Meloni andrà all’opposizione.
“Comunque a me è venuto il dubbio se realmente volevano che noi la firmassimo la mozione. Quando si lavora a un documento politico e poi vedi scatti in avanti da parte di qualcuno sulla stampa, capisci che a loro servivano i quattro voti e volevano usare il Pd come ruota di scorta, ma non siamo caduti nel tranello.
Qui non è in gioco la sfiducia alla sindaca, volevano marginalizzare il Pd”.
E chi ha sostenuto l’attuale amministrazione, forse ha deciso che è momento di far pesare le mancate intese. “Laura Allegrini – spiega Ricci – capogruppo FdI che io rispetto, lo ha detto chiaramente in consiglio, che un accordo, una trattativa c’è stata al ballottaggio.
Anche Luisa Ciambella, esperta di politica, quando dice che appoggia un determinato candidato, posso supporre che se non vi sia un accordo, almeno tentativi per farlo ci siano stati. Noi per questo non voteremo la sfiducia, siamo alternativi a FdI”.
Poi un invito alla sindaca: “Deve dare un forte colpo, la città così non si risveglia, non c’è un salto di qualità con quest’amministrazione”.
E il Pd? “Se porta temi come Terme Inps o Bagnaccio, spariti dal dibattito, noi ci siamo. Altrimenti la vedo dura andare avanti così. Se prosegue su questa via i numeri per mandarla a casa arriveranno e noi a quel punto la sfiducia la voteremo”.
Giuseppe Ferlicca
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